Il delitto in uno studio nel centro storico
Un pomeriggio qualunque nel cuore di Livorno si è trasformato in una scena da cronaca nera d’altri tempi. In via Grande, civico 110, dentro uno studio di commercialista nel centro storico, un uomo di 56 anni è stato accoltellato a morte. Si chiamava Francesco Lassi.
Il presunto autore dell’omicidio è stato fermato dopo una breve fuga in direzione del porto, grazie anche alla segnalazione di un testimone. Ora si trova in questura per l’interrogatorio. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Niccolò Volpe.
Livorno, città di mare e commerci, si è fermata davanti a un portone transennato.
Cosa è successo in via Grande a Livorno?
L’aggressione è avvenuta nel primo pomeriggio all’interno di un appartamento adibito a studio professionale. Secondo le prime ricostruzioni, Francesco Lassi si trovava lì quando è stato colpito mortalmente con un’arma da taglio.
L’intervento del 118, con un’ambulanza della Svs Pubblica Assistenza, è stato immediato. Ma per il 56enne non c’è stato nulla da fare. Il medico legale, arrivato poco dopo, ha potuto soltanto constatare il decesso.
Non sarebbe il commercialista titolare dello studio la vittima, ma un uomo presente nei locali. Un dettaglio che aggiunge un ulteriore livello di complessità alla ricostruzione.
Chi è il presunto killer fermato al porto di Livorno?
Dopo l’aggressione, l’uomo sospettato si sarebbe dato alla fuga in direzione del porto. Una fuga breve. Determinante sarebbe stata la testimonianza di una persona che avrebbe visto un uomo travisato uscire in fretta dal palazzo.
Il sospettato, descritto con una tuta verde, è stato bloccato nei pressi dell’area portuale e accompagnato negli uffici della questura in via Fiume. Circondato da diversi agenti, è entrato per essere interrogato.
Al momento si apprende che è stato formalmente fermato. Saranno ora gli inquirenti a chiarire movente, dinamica e eventuali rapporti tra aggressore e vittima.
Omicidio nello studio di un commercialista: delitto mirato o lite degenerata?
La scena del crimine è stata immediatamente isolata. La polizia scientifica ha lavorato a lungo all’interno dell’appartamento per repertare tracce, impronte, elementi utili a definire la sequenza dei fatti.
Gli investigatori non escludono alcuna pista: dal delitto maturato in un contesto personale a una lite improvvisa degenerata in violenza estrema. In ambienti professionali come uno studio di commercialista transitano clienti, collaboratori, conoscenti. Il movente potrebbe nascondersi in un intreccio di rapporti ancora da decifrare.
L’orario — piena ora di punta in una delle strade principali della città — ha amplificato lo sconcerto. Decine di curiosi si sono affollati davanti al portone, attratti dal via vai di ambulanze e volanti.
Le indagini della Procura di Livorno: quali saranno i prossimi passi?
La Procura, con il pm Niccolò Volpe, coordina gli accertamenti. Verranno analizzate le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, ascoltati testimoni, verificati eventuali contatti tra la vittima e il sospettato.
L’interrogatorio in questura sarà un passaggio cruciale. Gli investigatori dovranno stabilire se si sia trattato di un’azione premeditata o di un gesto impulsivo.
Il fatto che il sospettato sia stato bloccato in tempi rapidi rappresenta un elemento investigativo rilevante. Ma la dinamica interna all’appartamento resta il nodo centrale.
Livorno sotto choc: cosa resta dopo il sangue in centro?
Via Grande è una delle arterie simboliche di Livorno, tra negozi, uffici, passaggi continui. Vedere il portone di un palazzo storico transennato, con agenti e scientifica al lavoro, ha prodotto un effetto straniante.
Gli inquilini parlano di incredulità. In pochi minuti, la quotidianità è stata sospesa. La morte di un uomo di 56 anni in un contesto apparentemente ordinario riporta alla mente una verità semplice e brutale: la violenza può esplodere ovunque.
Ora resta l’attesa. Per le risposte giudiziarie. Per la ricostruzione esatta dei fatti. Per comprendere perché Francesco Lassi sia morto in uno studio professionale nel centro di Livorno.
E mentre la città torna lentamente al suo ritmo, una domanda resta sospesa tra i palazzi di via Grande: cosa è accaduto davvero dietro quella porta?

