Elia Del GrandeElia Del Grande

Chi è Elia Del Grande e perché era in fuga?

È finita dopo poche ore di caccia la nuova fuga di Elia Del Grande, il 50enne noto per aver sterminato la propria famiglia nel 1998. L’uomo si era allontanato il giorno di Pasqua dalla casa-lavoro di Alba, in provincia di Cuneo, dove stava scontando una misura di sicurezza legata alla sua pericolosità sociale.

Non si trattava del primo episodio: già lo scorso ottobre era riuscito a far perdere le proprie tracce. Un precedente che aveva fatto scattare immediatamente un’allerta massima tra le forze dell’ordine.

Come è stato arrestato Elia Del Grande a Varese?

La cattura è avvenuta a Varano Borghi, in provincia di Varese, non lontano da Cadrezzate, il paese d’origine dell’uomo.

I carabinieri della compagnia di Gallarate hanno intercettato Del Grande lungo la strada provinciale 18 mentre era alla guida di una Fiat 500 risultata rubata, sottratta nei giorni precedenti nei pressi di un cimitero a Sesto Calende.

Alla vista delle pattuglie, il 50enne ha tentato di eludere il controllo con una manovra improvvisa, fermandosi all’ingresso di una proprietà privata nel tentativo di sottrarsi all’identificazione.

Un tentativo durato pochi istanti.

Il tentativo di fuga e il carabiniere ferito

Quando i militari hanno raggiunto l’auto, uno dei carabinieri si è avvicinato al lato guida intimando all’uomo di scendere e cercando di togliere le chiavi dal veicolo.

È in quel momento che Del Grande ha tentato un’ultima manovra disperata, nel tentativo di guadagnare la fuga.

Il gesto ha provocato il ferimento – fortunatamente lieve – di un carabiniere, che ha riportato lesioni durante l’intervento. L’azione è stata però immediatamente neutralizzata: l’uomo è stato bloccato e immobilizzato in pochi secondi.

Arresto e accuse: cosa rischia ora

Dopo la cattura, Del Grande è stato arrestato su disposizione della Procura della Repubblica di Varese con le accuse di:

  • resistenza a pubblico ufficiale
  • lesioni personali

È stato quindi trasferito nel carcere di Varese, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Resta ora da chiarire come sia riuscito nuovamente a sottrarsi ai controlli durante il periodo di licenza e quali eventuali falle abbiano consentito la sua fuga.

Il passato: la “strage dei fornai” del 1998

Il nome di Elia Del Grande è legato a uno dei casi di cronaca più drammatici degli anni Novanta.

Nel gennaio del 1998, a Cadrezzate, uccise a fucilate il padre, la madre e il fratello. Un triplice omicidio maturato in ambito familiare: secondo le ricostruzioni dell’epoca, i parenti si opponevano alla sua relazione con una giovane donna dominicana.

Condannato all’ergastolo, aveva poi beneficiato di una riduzione della pena per semi infermità mentale, scontando circa 25 anni di carcere prima del trasferimento in casa-lavoro.

Una misura che, però, non aveva mai del tutto convinto sul piano della sicurezza.

Fuga e recidiva: un caso che riapre il dibattito

La nuova evasione – la seconda in pochi mesi – riaccende inevitabilmente il dibattito sulle misure alternative alla detenzione per soggetti considerati ancora socialmente pericolosi.

Il fatto che Del Grande sia stato ritrovato proprio nei luoghi del passato, vicino al suo paese natale, conferma uno schema già visto: un ritorno alle origini che aveva caratterizzato anche la precedente fuga.

Questa volta, però, l’epilogo è stato rapido.

Un arresto lampo che evita conseguenze peggiori

L’intervento tempestivo dei carabinieri ha impedito che la situazione potesse degenerare.

Il tentativo di fuga, la guida di un’auto rubata e il comportamento imprevedibile dell’uomo rappresentavano un rischio concreto.

La cattura in poche ore ha evitato scenari ben più gravi.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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