Bobby Andrew Weave e David ThorntonBobby Andrew Weave e David Thornton

Il delitto è avvenuto nel Queensland, in Australia, il 31enne ha fatto credere che la vittima fosse ancora viva per settimane

Per settimane la famiglia ha continuato a ricevere messaggi dal suo telefono, convinta che fosse ancora vivo. In realtà, l’uomo era già stato ucciso, smembrato e nascosto dentro un congelatore interrato nel giardino della sua abitazione.

È uno dei dettagli più inquietanti emersi nel processo a Bobby Andrew Weaver, 31 anni, condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’amico di lunga data David Thornton, 58 anni. La vicenda si è verificata nel Queensland, in Australia,e si è conclusa dopo oltre sette anni di indagini

L’omicidio e il corpo nascosto nel congelatore

Secondo quanto ricostruito in tribunale, Weaver avrebbe ucciso David Thornton con due colpi di arma da fuoco alla testa.

Successivamente avrebbe smembrato il corpo con una sega, amputandogli le gambe per riuscire a far entrare i resti in un congelatore a pozzetto, poi sepolto nel giardino della vittima.

Il macabro ritrovamento è avvenuto durante le ricerche avviate dopo la denuncia di scomparsa presentata dai familiari.

I messaggi inviati dal profilo Facebook della vittima

A rendere il caso ancora più sconvolgente è quanto accaduto nelle settimane successive al delitto.

Secondo l’accusa, Weaver avrebbe preso possesso del telefono e degli account social della vittima, inviando messaggi a parenti e amici per convincerli che David fosse partito per una vacanza nell’Australia occidentale e che avesse deciso di allontanarsi temporaneamente dai social.

Una lunga serie di messaggi che ha ritardato i sospetti e alimentato la speranza dei familiari.

Il movente e i 30 mila dollari sottratti all’amico

Nel corso del processo è emerso che, dopo l’omicidio, il 31enne avrebbe sottratto circa 30 mila dollari australiani alla vittima.

Secondo l’accusa, parte di quel denaro sarebbe stata utilizzata per acquistare una motocicletta.

Il giudice ha definito il delitto premeditato e motivato esclusivamente dall’avidità.

La sentenza dopo sette anni e il dolore della famiglia

La Corte Suprema di Brisbane ha condannato Bobby Andrew Weaver all’ergastolo.

Durante l’udienza, la figlia della vittima ha ricordato i sette anni trascorsi aspettando risposte.

Non abbiamo perso soltanto nostro padre. Abbiamo perso una parte di noi stessi“, ha dichiarato nella testimonianza letta davanti alla Corte.

Il giudice ha riconosciuto la confessione dell’imputato, ma ha sottolineato che la lunga campagna di depistaggio messa in atto dopo l’omicidio rende difficile credere a un reale pentimento.


Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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