Manuela BianchiManuela Bianchi

La nuora della pensionata uccisa a Rimini nel 2023 è stata soccorsa dopo aver assunto un’eccessiva quantità di farmaci sedativi

Nuovo drammatico capitolo nella vicenda legata all’omicidio di Pierina Paganelli. Manuela Bianchi, nuora della pensionata uccisa il 3 ottobre 2023 e testimone chiave nel processo conclusosi con l’assoluzione di Louis Dassilva, è stata ricoverata d’urgenza dopo aver assunto un’eccessiva quantità di farmaci sedativi.

Secondo quanto emerso, la donna avrebbe ingerito due confezioni di un medicinale a base di benzodiazepine, prescritto per curare uno stato d’ansia.

L’intervento del personale del 118 ha permesso di soccorrerla in tempo. Trasportata in ospedale in codice rosso, è stata sottoposta a una lavanda gastrica. Le sue condizioni non sarebbero gravi, ma i medici hanno disposto il ricovero in una struttura specializzata.

Il gesto e il racconto ai medici

Manuela Bianchi si trovava nell’abitazione del padre, in via del Ciclamino, non lontano dal garage dove, nell’ottobre del 2023, venne ritrovato il corpo senza vita della suocera, Pierina Paganelli.

Secondo quanto ricostruito, ai sanitari avrebbe spiegato di non riuscire più a sostenere il peso della pressione mediatica e delle continue insinuazioni rivolte nei confronti della sua famiglia.

Nel referto sanitario, secondo quanto riferito, l’episodio viene descritto come un gesto autolesionista.

Sul posto, oltre ai soccorritori, è intervenuta anche una pattuglia della Polizia di Stato.

Il ruolo nel processo per l’omicidio di Pierina Paganelli

Negli ultimi mesi Manuela Bianchi è stata una delle figure centrali dell’inchiesta sull’omicidio di Pierina Paganelli.

La donna è stata la principale testimone dell’accusa nel processo a Louis Dassilva, con il quale aveva avuto una relazione sentimentale.

Il procedimento si è concluso il 9 giugno con l’assoluzione dell’imputato e la sua immediata scarcerazione.

In passato Bianchi era stata anche indagata per favoreggiamento. Successivamente aveva raccontato agli inquirenti di aver incontrato Dassilva la mattina del ritrovamento del cadavere della suocera, una circostanza che la Procura aveva ritenuto rilevante nell’impianto accusatorio.

La nota dei legali: ‘Da oltre 32 mesi sotto una pressione costante’

Gli avvocati Nunzia Barzan e Davide Barzan, che assistono Manuela Bianchi, hanno diffuso una lunga nota nella quale collegano il peggioramento delle condizioni psicologiche della loro assistita alla forte esposizione mediatica degli ultimi anni.

Secondo i legali, “da oltre 32 mesi è oggetto di una costante esposizione mediatica, accompagnata da ripetuti attacchi personali, giudizi sommari e campagne di delegittimazione sviluppatesi sia sui mezzi di comunicazione sia sui social network”.

Nella nota si sostiene inoltre che, dopo la conclusione del processo, gli attacchi si sarebbero ulteriormente intensificati, con conseguenze dirette sul suo stato di salute.

La documentazione clinica acquisita, spiegano ancora i difensori, evidenzierebbe un aggravamento delle condizioni psichiche in relazione alla persistente pressione mediatica e sociale.

L’appello: “Basta gogna mediatica”

Nel comunicato, lo studio legale rivolge un appello agli operatori dell’informazione, agli utenti dei social e a chiunque intervenga pubblicamente sulla vicenda.

L’invito è quello di rispettare la dignità, la salute e la riservatezza della donna, evitando forme di aggressione verbale, delegittimazione personale e quella che i legali definiscono una vera e propria “gogna mediatica”.

Lo studio Barzan conclude annunciando che continuerà a vigilare affinché eventuali comportamenti ritenuti lesivi dell’onore, della reputazione e dell’equilibrio psicologico della propria assistita vengano valutati nelle sedi competenti.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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