Ilda Beatriz GoyocheaIlda Beatriz Goyochea

La donna, residente a La Rioja, avrebbe riportato una profonda ferita al collo dopo una caduta su un bicchiere di vino

Una serata tra amici si è trasformata in un caso che ora scuote l’Argentina. Ilda Beatriz Goyochea, 32 anni, è morta dopo essere rimasta gravemente ferita alla gola durante una cena organizzata nella sua abitazione a La Rioja, nel nord-ovest del Paese. Secondo il racconto delle persone presenti, la donna sarebbe caduta accidentalmente su un bicchiere di vino rotto, ma diversi elementi emersi nel corso delle indagini hanno spinto la magistratura ad approfondire il caso.

La Procura non esclude alcuna ipotesi e due persone che si trovavano nell’abitazione quella sera sono attualmente sotto indagine.

La cena tra amici e la ferita mortale

La tragedia risale alle prime ore del 10 luglio, quando la 32enne stava trascorrendo la serata con alcuni amici nella propria abitazione.

Secondo la versione fornita dai presenti, Ilda sarebbe caduta accidentalmente su un bicchiere di vino che, rompendosi, le avrebbe provocato una profonda ferita al collo, lunga tra gli otto e i dieci centimetri.

La donna è stata soccorsa e trasportata inizialmente in una clinica privata, prima di essere trasferita all’ospedale Enrique Vera Barros.

Le sue condizioni sono apparse subito gravissime.

Una settimana di coma prima della morte

I medici hanno tentato di salvarle la vita, ma la giovane è rimasta in coma per quasi una settimana.

Successivamente è deceduta a causa di un’insufficienza cerebrale provocata dalla prolungata mancanza di ossigeno.

La morte della donna ha però aperto nuovi interrogativi, spingendo la famiglia a chiedere ulteriori accertamenti sulla dinamica dei fatti.

I dubbi della famiglia e la svolta nelle indagini

Secondo l’avvocato dei familiari, Fernando Gabriel Brizuela, la lesione riscontrata sul collo della vittima non sarebbe compatibile con una semplice caduta su un vetro infranto.

Il legale sostiene infatti che il taglio apparirebbe troppo lineare e regolare, una caratteristica che, a suo giudizio, renderebbe necessarie ulteriori verifiche.

Per questo motivo la famiglia ha chiesto di costituirsi parte nel procedimento giudiziario e di accertare anche quanto tempo sia trascorso tra il ferimento della donna e l’arrivo dei soccorsi.

Nel frattempo, il giudice Cecilia Córdoba ha disposto il fermo di due persone presenti alla cena dopo aver rilevato alcune contraddizioni nelle loro dichiarazioni.

Telefoni sequestrati e telecamere al vaglio degli investigatori

Gli investigatori della sezione omicidi hanno sequestrato i telefoni cellulari delle persone coinvolte e stanno acquisendo eventuali immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

L’obiettivo è ricostruire con precisione quanto accaduto all’interno dell’abitazione e verificare se il racconto fornito dai presenti corrisponda ai fatti.

La difesa dei due indagati continua però a sostenere con decisione la tesi dell’incidente.

L’avvocata Soledad Varas ha spiegato che si trattava semplicemente di una cena tra amici che si conoscevano da molti anni e che non vi sarebbe stato alcun litigio né un possibile movente.

Nonostante ciò, l’inchiesta prosegue e gli investigatori mantengono aperte tutte le ipotesi. Le accuse formulate in questa fase iniziale riguardano tentato omicidio con lesioni gravi, ma l’evoluzione del procedimento dipenderà dagli esiti degli accertamenti medico-legali e dalle ulteriori prove raccolte nelle prossime settimane.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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