Alexandra HalungaAlexandra Halunga

La studentessa universitaria di Arezzo era tornata a casa dopo il ricovero per un incidente stradale

Una ragazza di 23 anni, dimessa dall’ospedale dopo un incidente stradale con una prognosi di 30 giorni, è morta appena cinque giorni più tardi. Una tragedia che ha sconvolto Arezzo e sulla quale la Procura vuole adesso fare piena luce. La vittima è Alexandra Halunga, studentessa universitaria, deceduta all’ospedale San Donato dopo un improvviso malore accusato nella notte nella sua abitazione.

Per chiarire se il decesso sia collegato all’incidente avvenuto pochi giorni prima oppure a cause indipendenti, il pubblico ministero Marco Dioni ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, disponendo l’autopsia e l’acquisizione della documentazione sanitaria. Al momento non risultano responsabilità accertate.

Il malore improvviso nella notte

La tragedia si è consumata nelle prime ore del 2 luglio.

Alexandra si trovava nella casa dei genitori quando ha iniziato ad accusare un malore. Secondo quanto ricostruito, avrebbe voluto raggiungere il pronto soccorso dell’ospedale San Donato, ma le sue condizioni sono peggiorate rapidamente prima ancora di riuscire a uscire di casa.

Intorno alle 3 del mattino sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno tentato a lungo di rianimarla. Trasportata d’urgenza in ambulanza all’ospedale di Arezzo, la giovane è morta poco dopo il suo arrivo.

Cinque giorni prima il violento incidente

La vicenda aveva avuto inizio all’alba di sabato 27 giugno, quando Alexandra Halunga stava rientrando da una serata in discoteca.

La 23enne viaggiava come passeggera su una Fiat 500, guidata da un’amica ventenne, quando l’auto è finita contro un pilastro di cemento nella zona delle Farniole, a Foiano della Chiana, ribaltandosi.

Entrambe le giovani erano state soccorse e trasportate in codice giallo all’ospedale Santa Margherita di Fratta, a Cortona.

Per Alexandra i medici avevano riscontrato una frattura alla mano destra. Dopo gli accertamenti era stata medicata, immobilizzata con un gesso e dimessa con una prognosi di 30 giorni.

Nei giorni successivi avrebbe continuato ad accusare alcuni dolori, senza che nulla lasciasse immaginare un epilogo così drammatico.

La Procura dispone l’autopsia

Sarà ora l’esame autoptico a stabilire se esista un collegamento tra il decesso e le conseguenze dell’incidente.

Il pubblico ministero ha disposto anche il sequestro della documentazione sanitaria, delle cartelle cliniche e dei referti relativi al ricovero della giovane.

In vista dell’autopsia potrebbero essere notificati avvisi di garanzia ai medici che hanno avuto in cura Alexandra. Si tratta di un atto tecnico previsto dalla legge per consentire ai professionisti coinvolti di nominare propri consulenti durante gli accertamenti irripetibili e non costituisce un riconoscimento di responsabilità.

Parallelamente, anche l’Asl Toscana Sud Est ha avviato un’indagine interna per verificare il percorso assistenziale della paziente.

Chi era Alexandra

Alexandra Halunga era figlia unica ed era nata e cresciuta ad Arezzo da genitori di origine romena, residenti in città da oltre vent’anni.

Frequentava il Campus del Pionta dell’Università di Siena, nella sede aretina, e veniva descritta da amici e conoscenti come una ragazza sorridente, gentile e piena di progetti.

Tra le sue passioni c’erano la nail art, alla quale dedicava creatività e precisione, e i tarocchi, che coltivava come interesse personale.

L’attesa per le risposte

Per i genitori, distrutti dalla perdita della loro unica figlia, restano oggi soprattutto domande ancora senza risposta.

Sarà l’autopsia, insieme agli accertamenti disposti dalla Procura, a chiarire se la morte di Alexandra sia stata provocata da complicanze riconducibili all’incidente stradale oppure da una causa del tutto indipendente. Fino a quel momento, ogni ipotesi resta al vaglio degli investigatori.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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