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Amazzonia in fiamme: è un disastro ambientale, distrutti 20 mila ettari Bolsonaro nel mirino

L’Amazzonia brucia e i media brasiliani non hanno dubbi nel definire che quello sviluppatosi in queste ore è uno dei peggiori incendi mai registrati in Brasile negli ultimi sette anni. Lunedì pomeriggio il fumo era così denso che ha praticamente oscurato diverse località della regione di San Paolo. Da due settimane le fiamme stanno riducendo in cenere vegetazione e boschi negli stati settentrionali. L‘incendio hanno avvolto Acri, Rondônia, Mato Grosso e Mato Grosso do Sul, comprese le aree dell’Amazzonia e del Pantanal. 

In particolare gli incendi si sono sviluppati al confine tra Brasile, Bolivia e Paraguay consumando oltre 20 mila ettari di vegetazione. Secondo i dati dell’Istituto nazionale per la ricerca spaziale (Inpe), il  numero di incendi boschivi è aumentato dell’82% tra gennaio e agosto 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018. Tra il 1 ° gennaio e il 18 agosto di quest’anno sono stati registrati 71.497 focolai, in aumento dell’82% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (39.194 focolai). Un dramma ambientale che si sta consumando senza interventi concreti da parte dalle Istituzione e del governo Bolsonaro, già finito nel mirino della popolazione per lo scarso interesse nei confronti delle politiche ambientali.

Amazzonia, la mobilitazione social

Una situazione di immobilismo che avrebbe accentuato anche fenomeni vandalici ad opera di piromani. Da rilevare che dati del sistema di allerta in tempo reale Deter mostrano un aumento di oltre il 40% negli avvisi di deforestazione tra agosto 2019 e lo scorso luglio. Quanto sta accadendo in queste ore in Amazzonia ha scosso la sensibilità non solo del popolo brasiliano. Su Twitter l’hashtag #PrayforAmazonia ha scalato rapidamente la topic trend di Twitter con tanti utenti italiani che hanno manifestato solidarietà ed, al tempo stesso, preoccupazione per quanto sta accadendo in Amazzonia.

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