La rabbia dei familiari del 16enne morto nel rogo del Constellation
La scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale Constellation di Crans-Montana e indagato per la strage di Capodanno, continua a sollevare indignazione e dolore. A esprimere tutta la loro rabbia sono Massimo e Carla Minghetti, genitori di Riccardo, il ragazzo romano di appena 16 anni morto nel rogo che la notte del 31 dicembre ha causato 40 vittime e oltre 100 feriti.
«Siamo sconcertati. È una vergogna per i nostri figli che non ci sono più e per i ragazzi feriti che stanno ancora combattendo tra la vita e la morte», hanno dichiarato i genitori al Tg1, commentando l’uscita dal carcere di Moretti, avvenuta dopo il pagamento di una cauzione da 200mila franchi svizzeri versata da un non meglio precisato “amico”.
“Manca rispetto per la vita delle persone”
Parole durissime quelle pronunciate dalla famiglia Minghetti, che non nasconde lo sconcerto per una decisione giudiziaria arrivata a poche ore di distanza da un incontro istituzionale di altissimo livello. Proprio nella giornata della scarcerazione, infatti, i genitori di Riccardo avevano incontrato il presidente della Confederazione Svizzera, Guy Parmelin.
«Era sinceramente toccato da quanto accaduto – ha raccontato Carla Minghetti – e ci ha promesso che lui e il governo della Confederazione si sarebbero impegnati al massimo. Poi, poche ore dopo, è arrivata la notizia della scarcerazione. È stato uno shock».
Secondo la madre del ragazzo, il problema va oltre il singolo provvedimento: «Continuano a non avere rispetto della vita delle persone che non ci sono più. Questo è ciò che fa più male».
Il monumento spostato e la ferita che si riapre
A rendere ancora più amara la vicenda, anche la decisione di spostare il monumento commemorativo dedicato alle vittime dell’incendio. «Hanno tolto il memoriale dal centro del paese e lo hanno collocato in una zona molto meno visibile», ha spiegato Carla Minghetti. «Ma il punto non è il ricordo di Riccardo. Il punto è la giustizia che sta mancando. Ed è questo che fa davvero indignare».
Una ferita che, per i familiari delle vittime, non accenna a rimarginarsi. «Non ci siamo ancora resi conto di quello che è successo – ha detto il padre Massimo – siamo ancora in una bolla. Per noi Riccardo è ancora presente».
Moretti libero su cauzione, l’Italia reagisce
Jacques Moretti, imprenditore francese proprietario del Constellation insieme alla moglie Jessica Maric, era detenuto nel carcere di Sion. Il Tribunale delle misure coercitive ha disposto la sua liberazione dopo una nuova valutazione del rischio di fuga, imponendo misure cautelari alternative: divieto di espatrio, obbligo di firma, ritiro dei documenti e il pagamento della cauzione.
Una decisione che ha provocato una reazione durissima anche da parte del governo italiano. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di «un oltraggio alla memoria delle vittime e un insulto alle loro famiglie», annunciando che l’Italia chiederà chiarimenti formali alle autorità svizzere.
“La giustizia non può fermarsi qui”
Sulla stessa linea anche gli avvocati delle famiglie delle vittime. «È una scarcerazione che ci lascia interdetti – ha dichiarato l’avvocato Alessandro Vaccato, che assiste Emanuele Galeppini – bisognerà intervenire, perché non è possibile che una tragedia di queste proporzioni venga trattata così».
Intanto, per i genitori di Riccardo e per decine di famiglie italiane, il dolore resta intatto. La sensazione, condivisa, è che la giustizia non abbia ancora dato risposte adeguate a una delle tragedie più gravi degli ultimi anni. E che la libertà di Moretti rappresenti, oggi, una ferita ancora aperta.

