I soccorritori impegnati nel tirare fuori l'infermiera caduta nel pozzoI soccorritori impegnati nel tirare fuori l'infermiera caduta nel pozzo

Roma, Fabiana Ferrante cade in un pozzo: cosa è successo nel parco della Pace

Momenti di paura nel pomeriggio a Roma, dove Fabiana Ferrante, infermiera di circa 40 anni, è precipitata in un pozzo nascosto mentre passeggiava nel parco della Pace, in zona Monte Stallonara.

L’incidente è avvenuto intorno alle 14:40, in un’area verde della periferia ovest della capitale, non lontano dalla sede del Consiglio regionale del Lazio.

La caduta e il gesto che le ha salvato la vita

La donna stava camminando con il marito e i due figli di 5 e 8 anni quando, senza accorgersene, è finita dentro un pozzo cilindrico in cemento, completamente nascosto nel verde e privo di segnalazioni.

Una caduta di circa 15 metri.

Ma proprio durante la discesa, Fabiana è riuscita ad aggrapparsi a una trave all’interno del condotto, evitando l’impatto con il fondo.

Un gesto istintivo che si è rivelato decisivo.

I soccorsi: intervento complesso durato un’ora

L’allarme è scattato immediatamente.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco con la squadra 11/A e il nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale), specializzato in interventi complessi.

Le operazioni di recupero sono durate circa un’ora.

La donna è stata riportata in superficie cosciente ma ferita, poi affidata ai sanitari del 118 e trasportata in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale San Camillo.

Ha riportato contusioni ed è sotto shock, ma non sarebbe in pericolo di vita.

Con lei i figli: attimi di terrore

Al momento dell’incidente, Fabiana era insieme ai figli, mentre il marito si era allontanato per raggiungere l’auto.  “Ho raggiunto i bimbi e lei non c’era più, era sparita” – ha riferito a Repubblica il marito, Alessandro Rasia.

In pochi istanti, la donna è stata letteralmente inghiottita dal terreno.

Una scena drammatica che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori.

Pozzo non segnalato: scattano le verifiche

Sul luogo dell’incidente è intervenuta anche la polizia.

Gli accertamenti si concentrano sull’assenza totale di segnalazioni e protezioni attorno al pozzo.

Nessuna recinzione, nessuna transenna.

Un pericolo invisibile in un’area pubblica.

Le proteste e i precedenti che fanno discutere

L’episodio ha scatenato la reazione dei comitati di quartiere, che denunciano una situazione di rischio.

Un caso che riporta alla memoria tragedie che hanno segnato il Paese.

Come quella di Alfredo Rampi, il bambino di sei anni morto nel 1981 a Vermicino dopo essere caduto in un pozzo.

E più recentemente, il caso del piccolo Vincenzo, morto nel 2024 in Sicilia in circostanze simili.

Quando un attimo separa la vita dalla tragedia

Questa volta, però, il finale è stato diverso.

Una trave nel punto giusto, un gesto istintivo e un intervento tempestivo.

Tre elementi che hanno evitato il peggio.

Ma resta una domanda che pesa:
com’è possibile che un pericolo simile sia rimasto nascosto in un parco frequentato da famiglie?

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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