Il 37enne non aveva precedenti, il giallo della pistola
È stato identificato come Alex Jeffrey Pretti, 37 anni, l’uomo ucciso a colpi d’arma da fuoco da un agente federale a Minneapolis nei giorni scorsi. La conferma è arrivata dalle autorità locali e dai familiari, che hanno raccontato il profilo di un uomo lontano da qualsiasi stereotipo criminale: infermiere di terapia intensiva, cittadino statunitense, senza precedenti penali, impegnato socialmente e profondamente turbato dal clima di tensione legato alle politiche sull’immigrazione.
Chi era Alex Pretti: infermiere, cittadino americano, senza precedenti
Alex Pretti lavorava come infermiere di terapia intensiva presso il Dipartimento per i Veterani (Veterans Affairs), una struttura governativa. Nato in Illinois, viveva a Minneapolis ed era descritto dalla famiglia come una persona empatica, sensibile e molto attenta al benessere degli altri.
Il capo della polizia di Minneapolis, Brian O’Hara, ha precisato in conferenza stampa che la fedina penale di Pretti riportava solo alcune multe per divieto di sosta, nessun reato grave e nessun precedente violento. Le forze dell’ordine hanno inoltre confermato che l’uomo era un legittimo possessore di armi, in possesso di porto d’armi regolare.
La passione per la natura e il legame con il suo cane
Oltre al lavoro in ambito sanitario, Pretti era un appassionato di attività all’aria aperta. Amava viaggiare, esplorare e condividere le sue avventure con Joule, il suo cane di razza Catahoula Leopard, recentemente scomparso. Un legame profondo, ricordato con commozione dai familiari, che contribuisce a delineare il ritratto di una vita semplice, lontana dalla violenza.
Le proteste e il contesto di tensione a Minneapolis
Alex Pretti aveva partecipato alle proteste esplose dopo l’uccisione di Renee Good, avvenuta all’inizio di gennaio durante un intervento di un agente dell’ICE. Secondo il padre, Michael Pretti, il figlio era molto colpito da quanto stava accadendo in città e negli Stati Uniti.
«Si preoccupava profondamente delle persone ed era turbato dalla stretta sull’immigrazione», ha dichiarato. «Sentiva che protestare fosse un modo per mostrare solidarietà verso gli altri».
Le raccomandazioni dei genitori e l’ultima conversazione
I genitori di Alex, che vivono in Wisconsin, avevano parlato con lui circa due settimane prima della sua morte. Gli avevano consigliato prudenza durante le manifestazioni.
«Gli abbiamo detto di protestare, ma di stare attento, di non farsi coinvolgere», ha raccontato il padre. «Lui ci aveva risposto che lo sapeva. Lo sapeva».
New footage shows the moments before Alex Pretti, a U.S. citizen and ICU nurse, was killed by Trump goons.
— Republicans against Trump (@RpsAgainstTrump) January 24, 2026
He intervened to help a woman. An agent assaulted him, pepper-sprayed him, removed his legally owned gun, and then shot and killed him.
Justice for Alex Pretti pic.twitter.com/OENONHyErw
La versione delle autorità federali
Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale ha dichiarato che Pretti sarebbe stato ucciso dopo essersi “avvicinato” ad agenti della U.S. Border Patrol armato di una pistola semiautomatica calibro 9 mm. Le autorità non hanno però chiarito se l’arma sia stata effettivamente brandita.
Nel video della sparatoria, ripreso da un passante e diffuso dall’Associated Press, la pistola non è visibile. La famiglia ha confermato che Alex possedeva un’arma, ma ha anche dichiarato di non averlo mai visto portarla con sé. Secondo il New York Times ci sono immagini che smentiscono la versione della polizia federale.
La scoperta della morte e le domande aperte
I familiari hanno appreso della sparatoria da un giornalista dell’Associated Press. Guardando il video, hanno riconosciuto il figlio e hanno cercato immediatamente di contattare le autorità del Minnesota.
La morte di Alex Pretti solleva ora interrogativi sull’uso della forza, sul contesto delle proteste e sulla gestione dell’ordine pubblico in una città già profondamente segnata dalle tensioni sociali. Le indagini sono in corso, mentre la famiglia chiede chiarezza e trasparenza.

