Rita BeniniRita Benini

Dieci anni dopo la morte della 18enne per leucemia, si spegne la madre condannata insieme al marito nel caso che divise l’Italia

Rita Benini, la madre di Eleonora Bottaro, la ragazza di 18 anni morta nel 2016 dopo aver rifiutato la chemioterapia per curare una leucemia linfoblastica acuta, è deceduta a 60 anni. La donna, secondo quanto riportato dalla stampa locale, era affetta da un tumore alla lingua e avrebbe scelto di non sottoporsi alle terapie oncologiche consigliate dai medici.

La sua scomparsa riporta inevitabilmente sotto i riflettori uno dei casi più discussi degli ultimi anni in Italia, quello che portò alla condanna definitiva dei genitori della giovane per omicidio colposo.

Il tumore alla lingua e la scelta di rinunciare alle terapie

Secondo quanto raccontato dal marito Lino Bottaro, alla donna era stato diagnosticato un tumore dopo un progressivo aggravamento delle condizioni della lingua, che aveva richiesto anche un intervento chirurgico all’ospedale dell’Angelo di Mestre.

I medici avrebbero indicato un percorso terapeutico basato su chemioterapia e radioterapia. Una proposta che Rita Benini avrebbe deciso di non seguire.

“A quel punto mia moglie mi ha detto che se quello era il destino, doveva fare il suo corso”, ha riferito il marito ai quotidiani locali.

I funerali sono stati fissati per lunedì 8 giugno nella chiesa parrocchiale di Bagnoli di Sopra, in provincia di Padova.

Il caso Eleonora Bottaro che scosse l’Italia

La vicenda di Rita Benini è legata a doppio filo a quella della figlia Eleonora Bottaro, morta il 29 agosto 2016 a soli 18 anni dopo una lunga battaglia contro una leucemia linfoblastica acuta.

Secondo i medici, la giovane avrebbe avuto elevate possibilità di guarigione attraverso i protocolli terapeutici tradizionali. La famiglia, invece, scelse di affidarsi al cosiddetto metodo Hamer, una pratica priva di validazione scientifica che esclude le cure oncologiche convenzionali.

La ragazza venne sottoposta a trattamenti alternativi a base di cortisone, vitamina C e altre terapie non riconosciute dalla comunità scientifica.

La condanna dei genitori e una ferita mai chiusa

Dopo la morte di Eleonora si aprì una complessa vicenda giudiziaria. I magistrati ritennero che i genitori avessero contribuito alla scelta della figlia di rifiutare le cure salvavita.

Al termine del processo, Rita Benini e Lino Bottaro furono condannati in via definitiva a due anni di reclusione con pena sospesa per omicidio colposo.

Nonostante le sentenze, Bottaro ha sempre sostenuto la propria innocenza, ribadendo anche oggi la convinzione che la famiglia sia stata vittima di un’ingiustizia.

Una famiglia segnata da lutti e tragedie

La morte di Rita Benini arriva dopo anni segnati da eventi drammatici. Prima della scomparsa di Eleonora, la famiglia aveva già affrontato la perdita del figlio Luca, morto nel 2013 a 22 anni a causa di un malore improvviso durante una giornata sulla neve.

Ora si chiude anche la vicenda umana della madre della giovane padovana, protagonista indiretta di un caso che alimentò un acceso dibattito nazionale sul rapporto tra libertà di scelta, medicina e tutela dei minori.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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