Sebastiano PiaggiSebastiano Piaggi

Il 21enne era disperso dal pomeriggio di Ferragosto, il corpo recuperato a circa 300 metri dalla Grotta Byron

È finita nel modo più drammatico possibile la ricerca di Sebastiano Piaggi, 21 anni, disperso in mare dal pomeriggio di Ferragosto dopo essere caduto da un gommone nelle acque di Portovenere, nel golfo della Spezia. Il corpo del giovane è stato ritrovato e recuperato nel pomeriggio di oggi, incastrato tra le rocce a poche centinaia di metri dal punto in cui era avvenuto l’incidente.

A individuarlo sono stati i mezzi della Guardia Costiera impegnati nelle ricerche ormai da giorni. Alle 15.25, secondo quanto comunicato dalla Capitaneria di Porto della Spezia, la motovedetta SAR CP 865 e il battello GC B92 hanno recuperato il corpo a circa 300 metri dalla Grotta Byron.

La salma è stata trasferita all’obitorio e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sarà l’autopsia a stabilire le cause della morte e a fornire elementi utili per ricostruire quanto accaduto dopo la caduta in mare.

La caduta dal gommone e quei giorni di ricerche

Il 21enne si trovava sul gommone insieme ad altri giovani quando, nel pomeriggio del 15 agosto, lui e un amico sono caduti in acqua.

L’altro ragazzo era riuscito a essere soccorso, mentre di Sebastiano si erano perse le tracce. Da quel momento erano scattate le ricerche, con un imponente dispositivo che ha coinvolto Guardia Costiera, vigili del fuoco, sommozzatori, Protezione civile e altri soccorritori.

Per quasi una settimana ogni possibile area è stata controllata nella speranza di riuscire a individuare il giovane. Familiari e amici hanno continuato ad attendere notizie sulla banchina, mentre le operazioni proseguivano senza sosta.

La speranza di ritrovarlo vivo si è progressivamente assottigliata con il passare delle ore, fino al ritrovamento di oggi.

Il corpo a poche centinaia di metri dal punto della caduta

Il corpo è stato individuato non lontano dal luogo in cui il giovane era finito in acqua. Secondo le prime informazioni, si trovava tra le rocce, a una distanza stimata tra i 200 e i 300 metri dalla zona delle Bocche e comunque nei pressi della Grotta Byron.

Il comandante della Capitaneria di Porto della Spezia, Alessio Morelli, ha confermato che il corpo recuperato era compatibile con quello del giovane. L’identificazione dovrà comunque seguire le procedure formali previste, attraverso il riconoscimento da parte dei familiari.

Restano da chiarire soprattutto le circostanze della caduta e cosa sia successo immediatamente dopo.

Una delle ipotesi al vaglio è che il 21enne possa aver subito un violento trauma nell’impatto con l’acqua o con il gommone, perdendo conoscenza e finendo sott’acqua. Si tratta però di una ricostruzione ancora da verificare e saranno gli accertamenti medico-legali a fornire risposte.

L’appello della Capitaneria: “Chi ha visto parli”

Il ritrovamento del corpo non chiude l’inchiesta. Al contrario, per la Guardia Costiera apre una fase ancora più importante: ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.

La Capitaneria di Porto della Spezia ha rivolto un appello alla cittadinanza e a tutta l’utenza marittima affinché chiunque abbia assistito alla caduta o possa fornire informazioni utili si faccia avanti.

L’autorità marittima, titolare dell’inchiesta, ha sottolineato come ogni testimonianza possa essere importante per chiarire cosa sia successo nelle acque di Portovenere quel pomeriggio di Ferragosto.

In particolare, gli investigatori dovranno ricostruire la posizione del gommone, le modalità della caduta e quanto accaduto nei momenti immediatamente successivi.

Il dolore delle comunità della Spezia e Portovenere

Il ritrovamento ha spento definitivamente le ultime speranze della famiglia. La madre, nelle ore precedenti, aveva affidato ai social una domanda semplice e straziante: “Dove sei?”

Anche la sindaca di Portovenere, Francesca Sturlese, ha seguito direttamente le operazioni di ricerca. Dopo il ritrovamento, la notizia ha segnato profondamente una comunità che per giorni aveva seguito con apprensione le ricerche.

Il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, ha espresso il cordoglio alle persone più vicine al giovane e alle comunità di Riccò del Golfo e Portovenere.

«Adesso anche il cielo può piangere Sebastiano, come tutti noi», ha scritto il primo cittadino, ringraziando vigili del fuoco, sommozzatori, Capitaneria di porto, Protezione civile e tutti i soccorritori impegnati nella ricerca.

Ora l’autopsia e la ricostruzione dell’incidente

Il recupero del corpo consente ora agli investigatori di concentrarsi sulla seconda parte dell’indagine: capire perché Sebastiano sia morto e cosa sia accaduto dopo la caduta dal gommone.

L’autopsia potrà fornire indicazioni fondamentali sulle cause del decesso e verificare l’eventuale presenza di traumi.

Parallelamente, la Capitaneria continuerà a raccogliere testimonianze e informazioni sull’incidente. La richiesta rivolta a chiunque fosse presente in mare quel pomeriggio assume quindi un’importanza particolare.

Dopo giorni di ricerche, il mare ha restituito il corpo del 21enne. Ora saranno gli accertamenti a dover ricostruire gli ultimi momenti di Sebastiano Piaggi e dare una risposta alle domande rimaste aperte dal pomeriggio di Ferragosto.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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