Il momento in cui la leggerezza si trasforma in attrito
Bastano pochi secondi. Un brano, I Watussi di Vianello, parte in studio mentre la presentazione della Coppa d’Africa scorre in diretta su Sportitalia. Nel testo, il termine che non avrebbe dovuto entrare in quella cornice: «negri». Lo scoppio delle risate in sala, il tono goliardico che prende il sopravvento, l’ironia che diventa smarrimento. E poi la frase, pronunciata con compostezza, senza alzare la voce: «Non mi sembra corretto mandare in onda questa canzone ora». In quel momento, non è la musica a dominare lo studio, ma la discrepanza emotiva tra chi ride e chi no.
Le parole di Malù dopo la bufera mediatica
La vicenda, che ha incendiato commenti e condanne social, trova una lettura diversa nelle parole di chi l’ha vissuta. Malù Mpasinkatu, interpellato da Fanpage, muove i paletti con lucidità: «Io e Michele (Criscitiello nda) siamo come fratelli. Siamo cresciuti insieme, anzi l’ho cresciuto io». Una frase che azzera, in un solo colpo, la costruzione digitale di fratture e offese. Non un rapporto professionale, ma un legame che attraversa anni, trasferte, televisione e che non può essere ridotto a un titolo da feed.
«È una sciocchezza, ma sono arrabbiato»
Sul brano, Malù è netto: «È una sciocchezza come tante. Sono rimasto un po’ basito, sì, ma è stata una trovata del fonico, non c’entra Michele. Con lui non c’è nessun problema e non c’è nessun razzismo». La frase che conta non è quella che smentisce, ma quella che precisa: la differenza tra offesa e irritazione, tra ferita e stonatura. «Non sono offeso, ma sono arrabbiato». Un confine che spesso la rete ignora, ma che in televisione, soprattutto in diretta, definisce l’intero linguaggio.
Il ruolo del fonico, Criscitiello: ‘Questa canzone l’abbiamo sempre messa’
Il conduttore Michele Criscitiello ha spiegato il contesto. Il fonico, figura ricorrente del programma, «non è solo un tecnico dietro le quinte, ma una presenza esterna, un personaggio», parte integrante della dinamica interna. Da notaio dei giochi a elemento goliardico, l’intervento improvviso è parte del codice di intrattenimento. Un codice che, in questo caso, ha sconfinato nella zona grigia del politicamente non più praticabile. “Già due anni fa abbiamo avuto i diritti in esclusiva della Coppa d’Africa e questa canzone l’abbiamo sempre messa”
Il momento incrinato, in diretta
Quando la musica invade lo studio, la regia indugia su Malù. Non ride. Non applaude. Non asseconda. Lo sguardo è teso, controllato, ed è da lì che nasce la frase che ha gelato lo studio: un monito, più che un rimprovero. Alla conclusione, Criscitiello domanda: «Ti sei offeso, Malù?». La risposta, limpida: «No, ma sono arrabbiato». Le telecamere restano puntate mentre i titoli scorrono, come se la regia volesse trattenere l’ultima parola.

