Travolta la Cremonese 4-1 e arriva il sorpasso decisivo: il sogno che sembrava impossibile diventa realtà
Per mesi è sembrato un obiettivo troppo lontano anche solo da pronunciare. Poi partita dopo partita il Como ha iniziato a trasformare un’idea in una possibilità. E adesso in una realtà che entra nella storia del club.
Il Como conquista la Champions League al termine di una serata destinata a restare nella memoria dei tifosi lariani: vittoria per 4-1 sul campo della Cremonese e contemporaneo passo falso del Milan che completa un’impresa che fino a pochi mesi fa sembrava irraggiungibile. Fuori dai giochi anche la Juventus che con i rossoneri dovrà accontentarsi dell’Europa League.
Un risultato che cambia la dimensione del club e consacra il lavoro costruito attorno a Cesc Fabregas.
Una partita che cambia volto dopo il primo gol
L’inizio allo Zini non aveva lasciato immaginare una serata del genere.
Ritmi contenuti, poche occasioni e una tensione evidente da entrambe le parti. Il Como però ha avuto il merito di colpire nel momento giusto.
Dopo un intervento di Audero su Douvikas, arriva il vantaggio firmato da Rodriguez con una conclusione da fuori area deviata che sorprende il portiere.
Un episodio che cambia l’inerzia della gara e libera mentalmente la squadra di Fabregas.
Nella ripresa il Como accelera.
Douvikas trova il raddoppio e sembra chiudere i conti, ma la Cremonese reagisce immediatamente: Vardy conquista un rigore e Bonazzoli accorcia le distanze.
Per qualche minuto il match torna aperto.
L’episodio che spegne la Cremonese e apre la festa
Il momento decisivo arriva nella seconda parte del secondo tempo.
Dopo una revisione Var viene assegnato un calcio di rigore al Como per un contatto in area tra Bianchetti e Douvikas.
Le proteste della Cremonese diventano durissime e portano anche a espulsioni dalla panchina.
Dal dischetto Da Cunha resta freddissimo e firma il 3-1.
Pochi minuti più tardi arriva anche il quarto gol che trasforma il finale in una lunga celebrazione.
Per la Cremonese arriva invece una retrocessione che chiude dopo una sola stagione il percorso in Serie A.
Le parole di Fabregas: “L’ho detto ai ragazzi, ci abbiamo sempre creduto”
Dopo il triplice fischio l’immagine simbolo è quella di Cesc Fabregas accolto dall’abbraccio della squadra e dei tifosi.
Il tecnico ha raccontato di aver iniziato a credere davvero alla Champions già alcune settimane fa.
Prima della gara contro il Parma avrebbe detto ai suoi giocatori che vincendo le ultime partite il traguardo sarebbe diventato possibile.
E poi una frase che racconta meglio di ogni altra il significato del risultato: “Lo abbiamo fatto con dei ragazzi, è un capolavoro di tutta la squadra”.
Fabregas ha ricordato anche quanto il club sia cambiato nel giro di poco tempo: quando arrivò, ha spiegato, mancavano strutture e basi organizzative che oggi permetteranno al Como di giocarsi la competizione più importante d’Europa.
Non è solo una qualificazione: il Como cambia categoria nella geografia del calcio
La vera notizia forse non è soltanto la Champions League.
È la velocità con cui il Como ha cambiato il proprio destino.
Da neopromossa a squadra capace di qualificarsi tra le grandi d’Europa in appena due anni: una crescita costruita con investimenti, identità tecnica e una scelta precisa di puntare su giovani e idee.
E adesso arriva la domanda inevitabile: questa è la fine del sogno o soltanto il suo inizio?

