L’episodio risale all’estate del 2024 in un trullo tra Cisternino e Ostuni
Per Raz Degan si apre ufficialmente la strada del processo. Il Tribunale di Brindisi, al termine dell’udienza predibattimentale, ha disposto il rinvio a giudizio dell’attore e regista israeliano in relazione a una vicenda avvenuta il 31 luglio 2024 nella sua proprietà tra Cisternino e Ostuni, in provincia di Brindisi.
La prima udienza del dibattimento è stata fissata per il 2 ottobre davanti al giudice monocratico. Degan dovrà rispondere delle accuse di violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni, contestazioni che respinge attraverso il proprio legale.
La denuncia dell’elettricista
L’inchiesta nasce dalla denuncia presentata da un elettricista che stava eseguendo alcuni interventi nel trullo dell’attore, tra cui l’installazione di un impianto d’allarme.
Secondo la ricostruzione contenuta nell’esposto, durante una discussione legata ai lavori il clima sarebbe degenerato. L’artigiano sostiene che Degan lo avrebbe minacciato, strattonato e gli avrebbe sottratto il telefono cellulare e le chiavi dell’auto, impedendogli così di lasciare l’abitazione.
L’uomo, assistito dall’avvocato Pierpaolo Argentiero, ha inoltre avanzato una richiesta di risarcimento dei danni.
La posizione della difesa di Raz Degan
L’attore, residente ormai da anni nella campagna pugliese, è difeso dall’avvocato Francesco Bianco, che si è detto convinto della correttezza del comportamento del proprio assistito.
“Siamo fiduciosi nella giustizia e nel buon esito del procedimento giudiziario”, ha dichiarato il legale.
Secondo la ricostruzione difensiva, durante il litigio sarebbe stato l’elettricista ad accusare un malore, tanto da richiedere l’intervento del 118 e delle forze dell’ordine, prima di formalizzare la denuncia.
Ora la parola al tribunale
Con il rinvio a giudizio si apre la fase dibattimentale del procedimento, durante la quale saranno ascoltati i testimoni e verranno valutati gli elementi raccolti dall’accusa e dalla difesa.
Sarà il processo, al via il 2 ottobre, a chiarire cosa accadde realmente quel giorno nel trullo di proprietà dell’attore e se le accuse contestate troveranno conferma in aula.

