A sinistra Carlo CacioliA sinistra Carlo Cacioli

Il 64enne albergatore di Badia al Pino era in vacanza in Sardegna

AGLIENTU – Doveva essere una giornata di mare e di vacanza in Sardegna, si è trasformata in una tragedia davanti agli occhi della moglie. Carlo Cacioli, 64 anni, albergatore di Badia al Pino, nel comune di Civitella in Val di Chiana, è morto dopo essere entrato in acqua sulla spiaggia di Rena di Matteu, nel territorio di Aglientu, sulla costa settentrionale della Sardegna.

L’uomo si trovava in mare a circa trenta metri dalla riva quando alcuni bagnanti lo hanno visto in difficoltà. Le condizioni del mare, mosso e caratterizzato da una forte corrente, avrebbero reso particolarmente difficile il suo rientro verso la spiaggia.

Secondo le prime ricostruzioni, l’ipotesi principale è quella di un malore sopraggiunto mentre Cacioli si trovava in acqua. Saranno comunque gli accertamenti delle autorità a stabilire con precisione le cause della morte.

La moglie Gianna ha assistito alle drammatiche fasi dei soccorsi. Per il 64enne, nonostante gli sforzi dei presenti e l’arrivo dei sanitari, non c’è stato nulla da fare.

L’allarme dalla spiaggia: “Era in difficoltà”

La tragedia si è consumata nella tarda mattinata di martedì 18 agosto, sulla spiaggia di Rena di Matteu, una delle località della costa gallurese.

Cacioli era entrato in acqua mentre la moglie era rimasta sulla spiaggia. A un certo punto alcuni bagnanti hanno notato che qualcosa non andava: l’uomo appariva in difficoltà e cercava di avvicinarsi alla riva mentre la corrente lo spingeva nuovamente verso il largo.

Le richieste di aiuto hanno fatto scattare l’intervento dei presenti. Un surfista e altre persone si sono gettati in acqua e sono riusciti a riportare il 64enne sulla battigia.

Quando è stato recuperato, Cacioli si trovava a pancia in giù nell’acqua. I soccorritori hanno iniziato immediatamente le manovre di rianimazione, proseguite per oltre mezz’ora sulla sabbia.

Un intervento disperato, portato avanti prima dell’arrivo dei mezzi di emergenza.

I soccorsi e le difficoltà per raggiungere la spiaggia

Nel frattempo era stata allertata la macchina dei soccorsi. Sul posto è intervenuto il 118, mentre successivamente è arrivato anche l’elicottero dell’Areus.

L’ambulanza avrebbe dovuto affrontare un percorso particolarmente complicato per raggiungere Rena di Matteu. Secondo quanto riportato dalle cronache locali, l’accesso alla spiaggia presenta alcune criticità, con strade strette e difficoltà legate alla viabilità.

Il mezzo di soccorso sarebbe arrivato sul posto intorno alle 12.33, circa 35 minuti dopo l’allarme. Poco dopo, alle 12.57, è intervenuto anche l’elicottero.

Sulla vicenda sono intervenuti anche gli operatori della Guardia Costiera, con un’unità navale e una squadra a terra partite da Santa Teresa Gallura, nell’ambito del coordinamento della Capitaneria di porto di Porto Torres.

Nonostante la mobilitazione e i tentativi di rianimazione, il cuore di Cacioli non ha ripreso a battere.

La questione degli accessi alla spiaggia

La tragedia ha riportato l’attenzione anche sulle condizioni di accessibilità della zona.

La spiaggia di Rena di Matteu è un tratto di costa particolarmente suggestivo, ma l’accesso ai mezzi di soccorso può risultare problematico. Una strada risulterebbe chiusa da tempo e le caratteristiche della viabilità locale hanno alimentato il dibattito sulla tempestività degli interventi.

Il sindaco di Aglientu, Marco Demuro, è intervenuto per chiarire gli aspetti tecnici legati alla situazione, precisando che non emergerebbero responsabilità amministrative direttamente riconducibili alla tragedia.

Resta però una questione concreta: quanto può incidere la difficoltà di raggiungere una spiaggia in caso di emergenza?

È un interrogativo che inevitabilmente torna dopo la morte di Cacioli, anche se non è possibile stabilire al momento se un arrivo più rapido dei soccorsi avrebbe potuto cambiare l’esito della vicenda. L’ipotesi di un malore resta infatti al centro degli accertamenti.

Carlo Cacioli, il dolore di Badia al Pino

La notizia ha raggiunto rapidamente Badia al Pino, nell’aretino, dove Carlo Cacioli era conosciuto e stimato.

L’uomo era il titolare dell’Hotel La Posta di Badia al Pino, attività portata avanti insieme alla figlia Benedetta. Per oltre trent’anni era stato anche un associato di Confcommercio.

L’associazione di categoria ha espresso il proprio cordoglio, ricordando Cacioli come un imprenditore profondamente legato al territorio e una persona stimata.

Cacioli lascia la moglie Gianna, i figli Gianmarco e Benedetta, il fratello Fabio e l’anziana madre Chiara.

Il dolore si è manifestato anche attraverso numerosi messaggi pubblicati sui social da amici e conoscenti, con una comunità che si è stretta attorno alla famiglia.

La salma, dopo il nulla osta delle autorità, è stata trasferita all’obitorio del cimitero di Aglientu. Sono in corso le procedure per il rientro in Toscana, a Badia al Pino, dove dovrebbe svolgersi l’ultimo saluto.

Una vacanza in Sardegna si è trasformata così in una tragedia improvvisa. Carlo Cacioli è entrato in mare e non è più tornato a riva. Restano le immagini di quei drammatici momenti, la corsa dei bagnanti per salvarlo e i tentativi dei soccorritori di strappare alla morte un uomo che, fino a pochi minuti prima, stava vivendo una giornata di vacanza insieme alla moglie.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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