Il bambino è morto all’hospice pediatrico di Padova dopo due anni di malattia
Aveva soltanto sei anni e da due combatteva contro una neoplasia cerebrale. Alessandro Conforto è morto martedì 18 agosto all’hospice pediatrico di Padova, dove era stato accompagnato negli ultimi giorni dalla mamma Maria, dal papà Emiliano e dalla sorellina Gloria.
Una battaglia iniziata quando era ancora molto piccolo e che aveva affrontato sottoponendosi a cicli di radioterapia e chemioterapia. Per un periodo sembrava che le cure avessero dato una risposta positiva. Poi, all’inizio di quest’anno, è arrivata la notizia che nessuna famiglia vorrebbe mai ricevere: la malattia era tornata.
La famiglia ha scelto di ricordarlo attraverso una fotografia sorridente e una frase che sembra racchiudere tutto il dolore, ma anche la fede con cui i genitori hanno affrontato questi due anni: «Son sicuro che c’è un angelo con me, che mi cammina accanto mite, soave e bianco e se aiuto gli chiedo, mi aiuta e non lo vedo».
La diagnosi e quei due anni di cure
Alessandro viveva con la famiglia ad Arquà Petrarca, mentre il papà Emiliano, imprenditore originario di Monselice, e la mamma Maria gli sono rimasti accanto durante l’intero percorso della malattia.
La diagnosi era arrivata circa due anni fa. Da quel momento il bambino aveva iniziato un percorso terapeutico particolarmente impegnativo, tra radioterapia e chemioterapia, affrontando trattamenti difficili nonostante la giovanissima età.
Per un periodo le condizioni sembravano aver lasciato spazio alla speranza. Alessandro continuava, quando possibile, a vivere la quotidianità di un bambino della sua età, circondato dall’affetto dei genitori, della sorellina e dei nonni.
Poi il quadro è cambiato.
A gennaio la notizia che ha spezzato la speranza
All’inizio del 2026 gli esami di controllo hanno evidenziato la recidiva del tumore.
Per la famiglia è stato un nuovo colpo dopo mesi nei quali aveva sperato che le cure potessero aver sconfitto la malattia. Le condizioni del piccolo hanno progressivamente richiesto un’assistenza sempre maggiore, fino al trasferimento nell’hospice pediatrico di Padova.
Quando le possibilità terapeutiche si sono ridotte, l’attenzione si è concentrata soprattutto sul benessere del bambino, accompagnandolo con cure non invasive e cercando di garantirgli la maggiore serenità possibile.
Il papà ha messo da parte gli impegni di lavoro per dedicarsi al figlio. Una presenza costante, insieme a quella della mamma e della sorellina, fino agli ultimi momenti.
La famiglia stretta attorno ad Alessandro
In questi due anni i genitori hanno scelto la massima riservatezza, proteggendo il più possibile Alessandro dalla dimensione pubblica della malattia.
Accanto a loro ci sono stati anche i nonni, sia paterni sia materni, che hanno sostenuto la famiglia durante il lungo percorso.
La fede ha rappresentato un altro punto di riferimento. Emiliano è cattolico, mentre Maria, originaria della Russia, è di confessione ortodossa. Due tradizioni diverse che, all’interno della famiglia, hanno convissuto nel rispetto reciproco e che accompagneranno anche l’ultimo saluto al bambino.
L’ultimo saluto a Monselice
I funerali di Alessandro saranno celebrati sabato 22 agosto alle 9.30 nella chiesa parrocchiale di San Giacomo a Monselice, città legata alla famiglia paterna.
A celebrare il rito sarà padre Vasile Sestovski, sacerdote ortodosso della chiesa della Natività di Padova. La cerimonia si svolgerà quindi in una chiesa cattolica, in un incontro tra le due tradizioni religiose che hanno accompagnato la famiglia.
Per l’ultimo saluto è arrivata dall’estero anche la nonna materna, partita da Mosca per poter essere presente.
Al termine della cerimonia, Alessandro sarà accompagnato al cimitero di Monselice, dove sarà sepolto.
«Che Dio ponga Alessandro con i santi e gli angeli»
Padre Vasile Sestovski ha seguito la famiglia durante la malattia e ha espresso il proprio dolore per la scomparsa del bambino.
«Non ci sono parole, sono veramente addolorato», ha detto il religioso, ricordando la fede dei genitori e la loro presenza nella comunità ortodossa di Padova.
Ora resta il ricordo di un bambino di sei anni, della sua famiglia e di una battaglia durata due anni. Sull’epigrafe, accanto alla fotografia di Alessandro, i genitori e i familiari hanno scelto di lasciare una preghiera dedicata a quell’angelo invisibile che cammina accanto a chi chiede aiuto.
Un ultimo messaggio affidato alla fede, mentre Arquà Petrarca e Monselice si preparano a salutare Alessandro.

