Il figlio della donna ha confessato dopo un lungo interrogatorio
Una morte sulla quale gli investigatori stanno cercando di fare piena luce. Maria Vittoria Carbone, 57 anni, è stata trovata senza vita nella tarda serata di ieri nell’abitazione del figlio, nel centro storico di Tito. Sul corpo della donna è stato riscontrato un gravissimo trauma facciale, un elemento che ha portato la Procura di Potenza ad aprire un fascicolo per omicidio. Nelle ultime ore, dopo un lungo interrogatorio il figlio 31enne, Giampiero Santamaria, è stato arrestato dopo aver confessato il crimine. L’uomo ha ricostruito le varie fasi della lite e i problematici rapporti familiari in cui è maturata la vicenda.
La salma della donna è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria che disporrà nelle prossime ore l’esame autoptico. L’allarme è scattato poco prima della mezzanotte. A chiedere l’intervento dei soccorsi sarebbero stati il figlio trentenne e l’ex marito della donna, che si trovava nell’appartamento accanto. Quando il personale del 118 è arrivato, le condizioni della 57enne erano già disperate. I sanitari hanno tentato le manovre di rianimazione, ma ogni tentativo è risultato vano.
La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria mentre nell’abitazione sono stati effettuati i rilievi. L’appartamento è stato posto sotto sequestro per consentire agli investigatori di raccogliere ogni elemento utile alla ricostruzione. Le immagini di una telecamera di videosorveglianza – mostrate dal Tg1 – mostrano la vittima all’uscita di un’attività commerciale intorno alle 18:00 del 20 agosto.
Il trauma al volto e l’ipotesi dell’aggressione
È soprattutto sulle lesioni riportate dalla donna che si concentrano gli accertamenti dei carabinieri. Il grave trauma facciale riscontrato sul corpo ha reso necessario approfondire le circostanze della morte e non escludere, fin dalle prime ore, l’ipotesi di una morte violenta.
La Procura di Potenza coordina l’indagine affidata ai carabinieri del Comando provinciale. Gli investigatori stanno cercando di stabilire come siano state provocate le lesioni e cosa sia accaduto nell’abitazione prima della richiesta di soccorso.
Sarà anche l’esame medico-legale, compresa l’eventuale autopsia, a fornire indicazioni decisive sulla causa del decesso e sulla natura delle ferite. Al momento, dunque, la qualificazione dell’ipotesi di reato non equivale all’accertamento di una responsabilità: gli accertamenti sono in corso e dovranno chiarire ogni passaggio della vicenda.
Il figlio e l’ex marito ascoltati dagli investigatori
Gli inquirenti avevano iniziato ad ascoltare le persone che potrebbero fornire elementi utili. Il figlio di 30 anni, Giampiero, è stato interrogato, così come l’ex marito, un operatore scolastico, della vittima, che vive nell’appartamento adiacente.
I due uomini, insieme ad alcuni familiari, amici e vicini di casa, sono stati ascoltati per ricostruire gli ultimi momenti della vita della 57enne e soprattutto la sequenza che ha preceduto l’arrivo dei soccorritori.
La donna era separata dall’ex marito e, secondo quanto emerso finora, si trovava nell’abitazione del figlio quando si è consumata la tragedia. Gli investigatori stanno verificando i rapporti all’interno del nucleo familiare e ogni circostanza che possa aiutare a comprendere cosa sia realmente accaduto. In seguito è arrivata la confessione del figlio di Maria Vittoria Carbone.
Gli accertamenti proseguono sotto il coordinamento della Procura lucana.
Il sindaco: “Una tragedia che scuote tutta la comunità”
La notizia ha profondamente colpito Tito, dove la morte della 57enne ha suscitato dolore e preoccupazione. Il sindaco Fabio Laurino ha parlato di una tragedia che richiama l’attenzione anche sul tema delle fragilità che possono manifestarsi all’interno delle famiglie.
«Dobbiamo imparare, ogni giorno, a riconoscere, comprendere e affrontare quelle situazioni di disagio e fragilità che possono svilupparsi anche tra le mura domestiche», ha sottolineato il primo cittadino, invitando a costruire una rete di sostegno che non rimanga soltanto sul piano delle dichiarazioni.
Sulla vicenda è intervenuto anche il Garante regionale per le vittime di reato, che ha espresso vicinanza ai familiari e alla comunità di Tito, invitando ad attendere gli esiti dell’inchiesta prima di trarre conclusioni.
Il caso resta quindi affidato agli investigatori. I prossimi accertamenti medico-legali potrebbero fornire le risposte più importanti per stabilire come è morta Maria Vittoria Carbone e se il trauma riportato sia stato effettivamente provocato da un’aggressione. Solo a quel punto sarà possibile delineare con maggiore precisione il quadro della vicenda.

