l debutto politico e lo scontro con Le Iene
Un debutto elettorale che si trasforma in caso mediatico.
Mario Adinolfi ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco di Prato con la lista del Popolo della Famiglia, ma a catalizzare l’attenzione non è stato tanto il programma quanto lo scontro acceso con l’inviato delle Iene, Filippo Roma.
Al termine della conferenza stampa, all’interno dell’hotel dove si è svolto l’incontro, il confronto è degenerato: Adinolfi ha affrontato il giornalista arrivando anche a prenderlo più volte per i capelli, chiedendo spiegazioni su alcuni servizi televisivi che lo avrebbero dipinto come truffatore.
La tensione e le accuse reciproche
Secondo quanto emerso, il candidato avrebbe contestato con forza il lavoro della trasmissione.
“Era una figurante o no quella che hai portato?”, avrebbe ripetuto più volte Adinolfi, trattenendo Roma per i capelli e chiedendo di rivedere la donna coinvolta nei servizi.
Un episodio che in pochi minuti è diventato virale, alimentando polemiche e reazioni.
Dal canto suo, Adinolfi ha ribaltato la narrazione parlando di aggressione subita:
“Filippo Roma per la quinta volta ha disturbato un mio evento pubblico con ossessività. Le Iene sono gli aggressori, io sono l’ingiustamente aggredito”, ha dichiarato in una nota.
La difesa di Adinolfi: “Servizi diffamatori contro di me”
Il leader del Popolo della Famiglia ha sostenuto che i servizi realizzati dalle Iene sarebbero stati costruiti utilizzando attori e figuranti.
Secondo la sua versione, lo stesso Filippo Roma avrebbe ammesso l’utilizzo di queste ricostruzioni, circostanza che sarebbe stata ripresa dai presenti con i cellulari.
Una versione che però resta al centro di un acceso confronto mediatico, destinato a proseguire nei prossimi giorni.
Il programma elettorale: famiglia, sicurezza e identità
Sul piano politico, Adinolfi ha presentato un programma fortemente identitario.
Tra le proposte principali spiccano il reddito di maternità fino a 96mila euro per donne italiane senza reddito e un bonus casa da 500 euro al mese per tre anni destinato alle giovani coppie sposate.
Non manca il capitolo sicurezza, con il sostegno alla cosiddetta “remigrazione” per gli immigrati che commettono reati e la richiesta di rafforzamento della polizia penitenziaria nel carcere della Dogaia.
L’obiettivo dichiarato è politico: portare il Pd al ballottaggio e poi alla sconfitta.
L’appello ai cattolici e il messaggio politico
Adinolfi ha lanciato un appello diretto al mondo cattolico pratese, invitando le comunità delle parrocchie a uscire da una posizione che definisce di silenzio.
Un messaggio che punta a mobilitare un elettorato ben preciso, con una narrativa fortemente contrapposta alle politiche del centrosinistra.
La scelta della capolista e il tema etico
A guidare la lista sarà Maria Verità Boddi, 62 anni, malata oncologica e in cura.
Una scelta che Adinolfi ha caricato di significato politico, collegandola al tema del fine vita e criticando duramente le politiche sanitarie regionali.
“Una donna malata è per noi esempio e leadership”, ha dichiarato, segnando una linea netta rispetto alle posizioni del Pd.
Un avvio di campagna tra politica e spettacolo
Il debutto di Adinolfi a Prato conferma una dinamica ormai consolidata: la linea di confine tra politica e spettacolo si fa sempre più sottile.
Tra programmi, polemiche e scontri mediatici, la campagna elettorale si apre con un episodio destinato a far discutere ben oltre i confini locali.

