Il cantante risponde sui social alle accuse legate al suo arresto: «Questa storia è falsa, qualcuno fece il mio nome e finii in galera»
È un botta e risposta dai toni pesanti quello che ha coinvolto Vasco Rossi sui social, dopo il commento di un fan che ha riaperto una vicenda risalente al 1984, quando il cantante venne arrestato nell’ambito di un’inchiesta legata alla cocaina.
L’utente ha rivolto a Vasco una domanda molto diretta, contestando la ricostruzione della vicenda e sostenendo che il cantante avrebbe fatto arrestare le persone che gli avevano procurato la droga per ottenere un trattamento più favorevole e trascorrere meno tempo in carcere.
Un’accusa alla quale Rossi ha deciso di rispondere personalmente, fornendo la propria versione dei fatti e annunciando infine di voler coinvolgere i suoi legali.
Il commento del fan e la domanda a Vasco Rossi
Il follower ha ricordato l’arresto del 1984 e ha raccontato di aver vissuto a sua volta un periodo in carcere. Da qui la domanda rivolta al cantante: perché, secondo la sua ricostruzione, avrebbe fatto arrestare chi gli aveva venduto la cocaina?
Il commento accusava Vasco di aver cercato di ridurre la propria permanenza in carcere facendo i nomi delle persone coinvolte.
Una versione che il cantante ha respinto con decisione, definendola completamente falsa.
La ricostruzione di Vasco: «Io non ho fatto arrestare nessuno»
Rossi ha risposto direttamente al fan, contestando alla radice la ricostruzione.
«Io non ho fatto arrestare nessuno», ha scritto, spiegando che sarebbe stato invece un’altra persona a chiamarlo in causa davanti al pubblico ministero.
Secondo il racconto fornito dal cantante, quella persona avrebbe dichiarato di avergli venduto 30 grammi di cocaina. Sulla base di quelle dichiarazioni sarebbero quindi stati emessi un mandato di cattura e un provvedimento di perquisizione.
Vasco ha ricordato anche la propria esperienza in carcere: cinque giorni trascorsi in isolamento e 22 giorni complessivi di detenzione, prima che venisse chiarito, secondo la sua versione, che non aveva rapporti con la banda di spacciatori alla quale era stato associato.
«Qualcuno ha fatto il mio nome e io finii in galera»
Il cantante ha quindi respinto anche l’idea di aver collaborato con gli investigatori per ottenere uno sconto sulla detenzione.
La sua ricostruzione è opposta: non sarebbe stato lui a fare i nomi delle persone coinvolte, ma qualcuno avrebbe fatto il suo nome, provocandone l’arresto.
«È successo esattamente il contrario: qualcuno ha fatto il mio nome e io finii in galera», ha spiegato Vasco Rossi nella sua risposta.
Il cantante ha aggiunto che questa versione, a suo dire infondata, continuerebbe a circolare da anni e che la considera particolarmente offensiva perché trasformerebbe chi sarebbe stato accusato in colui che avrebbe accusato altre persone.
L’ultimo affondo: «Giro il tuo commento ai miei avvocati»
La vicenda non si è chiusa con la prima risposta. Su Instagram Vasco Rossi ha rincarato la dose, annunciando di voler sottoporre il commento ai propri legali.
Il cantante ha parlato di una diffamazione che ritiene infondata e calunniosa e ha fatto sapere che intende procedere nei confronti dell’autore del commento.
Rossi ha inoltre spiegato che l’eventuale risarcimento che dovesse derivare dall’iniziativa legale sarebbe destinato a persone che, a suo dire, hanno ingiustamente sofferto il carcere.
Una vicenda di oltre quarant’anni fa torna così al centro dell’attenzione per una discussione nata sui social. Al centro resta la ricostruzione dell’arresto del 1984, ma questa volta è stato lo stesso Vasco Rossi a intervenire direttamente, respingendo le accuse e annunciando il possibile ricorso alle vie legali.

