Massimo GilettiMassimo Giletti

Lo Stato delle Cose, cosa succede dal 31 marzo

Dal 31 marzo Lo Stato delle Cose non andrà più in onda. Il programma di approfondimento condotto da Massimo Giletti chiude in anticipo rispetto alle aspettative. E la notizia, fatta filtrare dal quotidiano Domani, ha acceso immediatamente il dibattito: possibile che un talk stabilmente sopra il 6% di share venga stoppato per “esaurimento del budget”?

A Viale Mazzini, si sa, nulla è mai soltanto tecnico. E quando si parla di tagli, ascolti e governance, il sottotesto diventa inevitabile.


Perché Lo Stato delle Cose chiude nonostante gli ascolti solidi?

La versione circolata nelle ultime ore è lineare quanto disarmante: fondi finiti.

La Rai avrebbe sottostimato i costi di produzione del programma, decidendo così di interromperlo con l’ultima puntata prevista il 30 marzo. Una frenata in corsa, in piena stagione televisiva.

Eppure i numeri raccontano altro. Dal settembre 2024, data del ritorno stabile di Giletti in Rai dopo l’addio del 2017, il talk del lunedì sera su Rai 3 si è assestato intorno al milione di telespettatori a settimana, superando spesso il 7% di share e battendo in diverse occasioni la concorrenza di Nicola Porro su Rete 4.

In un panorama costellato di esperimenti non sempre riusciti, Lo Stato delle Cose era diventato una certezza. Una scialuppa di salvataggio in un mare agitato.


Budget esaurito o rimodulazione delle risorse Rai?

La parola chiave è “rimodulazione”.

Il direttore di Rai Approfondimento, Paolo Corsini, ha smentito con decisione l’ipotesi di uno stop anomalo: «La conclusione della stagione è quella prevista dal piano editoriale», ha dichiarato, parlando di “fake news”.

Corsini ha ricordato come il taglio delle risorse destinate alla Rai abbia comportato una riduzione del numero complessivo di puntate per tutti i programmi della Direzione Approfondimento. Una riorganizzazione già discussa anche in Commissione parlamentare di Vigilanza.

Dunque nessuna punizione, nessuna epurazione, nessuna crisi improvvisa. Solo contabilità.

Ma quando la contabilità entra in palinsesto, le interpretazioni si moltiplicano.


C’entra il caso Corona-Signorini? Le indiscrezioni e i malumori

Dietro le quinte, però, circolano altre letture.

Alcuni detrattori hanno criticato la linea editoriale del programma, nato sotto la Direzione Cultura ma spesso concentrato su cronaca nera e casi mediatici ad alta temperatura, come le vicende legate a Fabrizio Corona.

Secondo indiscrezioni, proprio l’attenzione dedicata a certe dinamiche televisive avrebbe generato malumori interni. Troppo sensazionalismo, poco “culturale”.

Accuse respinte dai fatti: l’audience ha premiato il format. E in tv, nel bene o nel male, il merito si misura in share.


La reazione di Massimo Giletti: “Viva il merito”

Contattato da Fanpage, Giletti ha commentato con due parole che suonano come una stoccata: «Viva il merito».

Nessuna conferma ufficiale, nessuna polemica diretta. Ma il sottinteso è chiaro. In un sistema che spesso fatica a coniugare risultati e stabilità, il richiamo al merito diventa un atto politico, prima ancora che professionale.

Dall’entourage del conduttore trapela delusione. Anche perché, oltre alla questione editoriale, c’è un tema occupazionale tutt’altro che secondario.


Che fine farà la squadra di Lo Stato delle Cose?

Gran parte della produzione de Lo Stato delle Cose è affidata a società esterne. Giornalisti, autori, tecnici, professionisti della comunicazione che orbitano intorno al progetto rischiano ora di restare senza incarico.

Quando un talk si ferma, non si spegne solo uno studio televisivo. Si interrompe una filiera.

E in un momento in cui il servizio pubblico è chiamato a razionalizzare le spese, il prezzo delle scelte ricade inevitabilmente su chi lavora dietro le quinte.


Rai, governance e palinsesti: cosa cambia ora?

La vicenda di Lo Stato delle Cose si inserisce in un contesto più ampio di ridefinizione dei palinsesti e delle priorità editoriali.

La governance attuale della Rai ha puntato su una revisione dei costi e su una redistribuzione delle risorse. Il risultato è una televisione più prudente, meno incline agli azzardi produttivi.

Ma resta una domanda sospesa: è sostenibile fermare un programma che funziona?

La risposta ufficiale parla di pianificazione e budget. Quella ufficiosa lascia spazio alle interpretazioni.


Il 31 marzo calerà il sipario. Poi si vedrà. Giletti resta una figura centrale del panorama televisivo italiano. La Rai resta il servizio pubblico. In mezzo, una stagione che si chiude tra numeri solidi e polemiche sottili.

E in tv, come sempre, il vero Stato delle Cose è quello che va in onda. Fino a quando qualcuno decide che il budget è finito.

Di Rosalyn Bianca

(Annarita Raiola): la passione per la televisione,la musica e il gossip sono state fonte di ispirazione per il suo percorso giornalistico. Un viaggio quotidiano che va dall’approfondita analisi dei programmi tv alle vicende dei personaggi che infiammano il web fino alle nuove tendenze musicali. In passato è stata voce di una radio locale a Serino, in provincia di Avellino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *