Dalle risate al dramma
Un attimo prima rideva con i compagni, un attimo dopo era a terra. Un malore improvviso, durante l’allenamento serale sul campo di via don Pastega, a Varago, frazione di Maserada sul Piave, è stato fatale a Paolo Sciarrillo, 53 anni, residente a Breda di Piave e centrocampista degli Amatori Varago over 40.
Era giovedì 26 febbraio, poco dopo le 21. Sciarrillo aveva completato alcuni giri di riscaldamento e stava facendo stretching insieme ai compagni quando è crollato improvvisamente a terra, privo di sensi. Nessun segnale premonitore, nessuna avvisaglia. Solo il tonfo e lo sgomento.
Cosa è successo a Paolo Sciarrillo durante l’allenamento a Varago?
La parola chiave è malore improvviso in campo. I compagni hanno capito subito che non si trattava di una semplice caduta. È partita immediatamente la chiamata al 118, mentre sul terreno di gioco veniva attivato il defibrillatore dell’impianto sportivo, in collegamento diretto con la centrale del Suem.
«Abbiamo attuato tutte le procedure previste», racconta il responsabile della squadra, Sandro Bianchin. «Siamo stati guidati passo dopo passo nell’utilizzo del defibrillatore. Abbiamo dato due scariche, ma Paolo non ha mai dato segni di ripresa».
Sul posto sono intervenuti tre equipaggi del Suem: due ambulanze – la prima da Spresiano – e l’automedica. Il 53enne è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso e poi in unità coronarica. Ma nonostante i tentativi di rianimazione, per lui non c’è stato nulla da fare.
Chi era Paolo Sciarrillo, calciatore degli Amatori Varago?
Nativo di Pola, in Croazia, operaio in un’azienda della zona, Sciarrillo militava da almeno cinque anni con la squadra veterani over 40 del Varago. Grande amante dello sport, aveva superato regolarmente le visite mediche di idoneità a inizio stagione, come tutti i compagni.
Lascia due figli, Michele, 25 anni, che gioca nella stessa società tra i giovani, e Sara. In campo, quella sera, c’erano 16 giocatori su una rosa di 35. A guidare l’allenamento mister Dario Petrin, ancora scosso: «Era attivo, partecipe, non c’è stato alcun segnale. Improvvisamente è andato giù».
Il compagno di squadra Denis D’Avanzo ha raccontato ad Antenna Tre gli attimi drammatici: «Due secondi prima stavamo scherzando. Poi l’ho visto cadere a peso morto. Ci siamo mobilitati tutti, ma Paolo non c’era più».
Malore improvviso durante lo sport: quanto sono decisivi i soccorsi?
I venti minuti di massaggio cardiaco, il contatto costante con il Suem, le scariche del defibrillatore. Una corsa contro il tempo. «Finché lo portano via c’è sempre speranza», racconta D’Avanzo. «Ho chiesto al medico: “Come sta Paolo?”. Mi ha risposto che la situazione era gravissima, ma stavano cercando di rianimarlo».
Il caso riporta al centro il tema dei malori improvvisi durante l’attività sportiva amatoriale. L’impianto era dotato di defibrillatore, le procedure sono state attivate correttamente e in tempi rapidi. Eppure non è bastato. Una tragedia che lascia aperti interrogativi clinici che solo eventuali esami potranno chiarire.
Donazione organi e possibile autopsia: cosa accadrà ora?
La famiglia ha dato l’ok alla donazione degli organi e ha formalizzato all’Ulss 2 la richiesta di eseguire un esame autoptico per chiarire le cause del decesso. Saranno i prossimi giorni a stabilire se verrà disposta l’autopsia.
Il funerale potrebbe svolgersi la prossima settimana, tra martedì e giovedì, in una comunità ancora incredula. «Abbiamo perso un fratello», ripetono i compagni. Non solo un calciatore, ma un amico che si fermava dopo gli allenamenti, che cenava con le famiglie, che faceva parte della vita quotidiana del gruppo.
Nel campetto parrocchiale di Varago, ieri sera, si è fermato il tempo. E con lui una partita che nessuno avrebbe voluto giocare.

