Alice De Andrè e Matteo SalviniAlice De Andrè e Matteo Salvini

Alice De Andrè difende la spettatrice che ha contestato la presenza del vicepremier al concerto di Diodato dedicato al cantautore genovese

È diventato un caso il concerto di Diodato all’Agnata, a Tempio Pausania, dedicato a Fabrizio De André. A far esplodere la polemica non è stata soltanto la contestazione di una spettatrice alla presenza di Matteo Salvini, seduto in prima fila accanto a Dori Ghezzi, ma soprattutto la reazione di Alice De Andrè, nipote del cantautore genovese, che sui social ha difeso la donna e rilanciato con parole durissime.

La vicenda si è consumata durante l’omaggio annuale a De André nella sua storica residenza in Gallura, nell’ambito del Time in Jazz. Una spettatrice si è alzata durante l’esibizione e ha contestato apertamente la presenza del vicepremier, sostenendo di sentirsi offesa perché, a suo giudizio, Salvini sarebbe lontano dai valori espressi nelle canzoni del cantautore.

Da quel momento il concerto si è trasformato in un confronto politico e culturale.

La contestazione durante il concerto di Diodato

La donna si è rivolta direttamente a Diodato, riconoscendo il valore della sua esibizione ma contestando la presenza di Salvini.

«Tu sei bravissimo, ma non è possibile che qui sia presente una persona che con le canzoni di De André non c’entra niente. Io mi sento offesa e non posso continuare a restare qui», ha detto la spettatrice.

La sua presa di posizione ha provocato reazioni contrastanti tra il pubblico, tra fischi e applausi.

A quel punto è intervenuta Dori Ghezzi, padrona di casa dell’Agnata e storica compagna di Fabrizio De André. La cantante ha preso il microfono invitando al dialogo.

«Non sono d’accordo. Io la penso diversamente, sono sempre di sinistra. Ma è giusto creare un dialogo. La musica deve unire», ha detto Ghezzi.

Le sue parole sono state accolte dagli applausi del pubblico, compresi quelli dello stesso Salvini.

Diodato: «La musica di De André illumini anche la politica»

Anche Diodato ha scelto di intervenire, cercando di riportare la serata sul terreno della musica senza però ignorare le ragioni della contestazione.

Il cantautore ha ricordato di essersi più volte definito «lontano anni luce» da determinati pensieri e atteggiamenti politici, ma ha spiegato di non ritenere giusto interrompere l’esibizione.

Allo stesso tempo, ha riconosciuto alla spettatrice il diritto di scegliere di lasciare il concerto.

Diodato ha inoltre chiarito di essere un ospite e di non avere alcun ruolo nel decidere chi possa assistere alla serata. Poi la frase destinata a diventare uno dei passaggi più discussi dell’evento: «Speriamo solo che la musica di De André illumini anche un po’ di più la nostra classe politica».

Una battuta che ha riportato al centro il rapporto tra l’eredità artistica di De André e il dibattito politico contemporaneo.

La nipote di De André attacca Salvini

La polemica, però, non si è chiusa con gli interventi dal palco.

A rilanciare la vicenda sui social è stata Alice De Andrè, figlia di Cristiano De Andrè e nipote di Fabrizio. In un video ha preso una posizione molto netta sulla presenza di Salvini all’Agnata e sulla contestazione della spettatrice.

«Non so esattamente che cosa sia riuscito Salvini a capire dei testi di mio nonno. Forse la musica? Forse il “la la la”? Perché sui testi evidentemente abbiamo avuto qualche problema di comprensione», ha detto.

Secondo Alice De Andrè, tra il pensiero del nonno e quello del leader della Lega ci sarebbe una distanza molto profonda.

Ma la nipote del cantautore ha puntato soprattutto il dito contro quello che considera un paradosso: celebrare De André senza confrontarsi con le sue idee e con le sue posizioni.

«Volete Fabrizio De André? Prendetevelo tutto»

Il passaggio più duro del video riguarda proprio la contestazione.

Alice De Andrè ha sostenuto che la spettatrice non avrebbe fatto nulla di incoerente con lo spirito del nonno. Anzi, secondo lei, sarebbe stata proprio la contestazione a rappresentare meglio l’atteggiamento che Fabrizio De André aveva mantenuto durante la sua carriera.

«Mio nonno fermava i concerti per le contestazioni, fermava la musica, parlava, discuteva», ha ricordato.

Da qui la provocazione rivolta idealmente a chi oggi celebra il cantautore:

«Volete Fabrizio De André? Allora prendetevelo tutto. Non soltanto le canzoni che fanno bella figura alle commemorazioni. Prendetevi anche quello che pensava, quello che contestava».

Poi la frase più forte, quella che ha dato ulteriore risonanza al caso: «Mio nonno, davanti a quella scena, avrebbe fermato il concerto e probabilmente avrebbe chiesto a Salvini che c*o ci faceva lì»**.

Il caso Salvini divide il pubblico dell’Agnata

La vicenda ha così assunto un significato che va oltre il singolo episodio. Da una parte c’è chi ha difeso la presenza di Salvini a un evento musicale, sostenendo che la musica debba essere aperta a tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche.

Dall’altra c’è chi ritiene che proprio un omaggio a De André debba inevitabilmente confrontarsi con il suo patrimonio culturale e con le sue posizioni.

Il punto di vista di Dori Ghezzi è stato quello del dialogo. Quello di Diodato ha cercato una mediazione attraverso la musica. Alice De Andrè ha invece scelto una posizione decisamente più netta, trasformando la contestazione in una riflessione sull’eredità del nonno.

E così, nella serata dedicata a uno dei più grandi cantautori italiani, il vero protagonista del dibattito è diventato ancora una volta Fabrizio De André, o meglio ciò che le sue canzoni e le sue idee continuano a rappresentare a distanza di anni.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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