La trentina conquista i 5000 metri e festeggia con una corona, doppietta azzurra con il bronzo di Micol Majori
Due storie completamente diverse, nella stessa serata, illuminano e scuotono l’Italia agli Europei di atletica di Birmingham. Da una parte c’è Nadia Battocletti, che torna sul tetto d’Europa nei 5000 metri con una gara perfetta e una medaglia d’oro conquistata in 15’37″84. Dall’altra c’è Marcell Jacobs, costretto a rallentare nella finale dei 100 metri a causa di un problema all’adduttore che gli nega la possibilità di inseguire il terzo titolo europeo consecutivo.
La festa azzurra, però, è impreziosita anche dal bronzo di Micol Majori, mentre Eloisa Coiro riscrive il record italiano degli 800 metri in una giornata che regala all’Italia numerose qualificazioni e una storica presenza di quattro azzurri nella finale del salto in alto.
Battocletti mette le ali: oro nei 5000 e doppietta con Majori
Dopo le difficoltà degli ultimi mesi, Nadia Battocletti è tornata regina. La campionessa azzurra ha conquistato l’oro nei 5000 metri agli Europei di Birmingham, confermando il titolo conquistato nel 2024 a Roma.
La gara è stata costruita con intelligenza. Poco dopo i 3000 metri la trentina ha aumentato il ritmo per mettere alla prova le avversarie, prima di rientrare nel gruppo e attendere il momento decisivo.
La svolta è arrivata a 200 metri dal traguardo. Battocletti ha cambiato passo, ha messo in difficoltà la spagnola Marta Garcia e si è involata verso il titolo.
Alle sue spalle, una splendida Micol Majori ha completato la festa italiana conquistando il bronzo.
«Papà mi ha detto: come un corvo all’inizio, ma poi come un’aquila», ha raccontato Battocletti a Sky Sport. E quella trasformazione è diventata la fotografia della sua gara: prudente, attenta e poi irresistibile nel momento decisivo.
Al traguardo Nadia ha festeggiato con una corona in testa, simbolo di un titolo che vale ancora di più dopo un periodo complicato.
«Adoro questo momento della mia vita, sono circondata da tantissime persone che mi vogliono bene», ha raccontato l’azzurra. E il prossimo obiettivo è già fissato: i 10.000 metri.
«Ho finito il primo passettino, adesso c’è il successivo».
Jacobs, la finale dura pochi secondi: il problema all’adduttore lo frena
La serata avrebbe dovuto consegnare anche un altro momento storico all’atletica italiana. Marcell Jacobs puntava al terzo oro europeo consecutivo nei 100 metri, un’impresa riuscita soltanto al sovietico Valery Borzov e al britannico Linford Christie.
Ma la finale di Birmingham si è trasformata rapidamente in una gara da dimenticare.
Dopo una partenza non brillante, Jacobs ha avvertito il problema muscolare che aveva già condizionato la sua stagione e ha dovuto rallentare. Ha comunque concluso la prova, chiudendo al settimo posto, ma senza poter lottare per il titolo.
«Ho sentito un grandissimo fastidio all’adduttore provando il blocco prima della finale, quello che mi aveva fermato a Montecarlo», ha spiegato l’azzurro.
Jacobs ha raccontato di essersi presentato sui blocchi disposto a correre comunque, nonostante il dolore.
«Ero pronto a rompermi qualsiasi cosa pur di arrivare in fondo alla gara», ha detto.
Ora la priorità è capire l’entità dell’infortunio. Gli accertamenti dovranno stabilire se Jacobs potrà essere utilizzato nelle staffette.
«Faremo accertamenti per capire l’entità della situazione e da lì capiremo tutto il resto», ha spiegato il campione azzurro.
Coiro riscrive la storia: record italiano degli 800 dopo 46 anni
A illuminare ulteriormente la giornata italiana ci ha pensato Eloisa Coiro, protagonista di una prestazione storica negli 800 metri.
L’azzurra ha fermato il cronometro sul tempo di 1’57″56, stabilendo il nuovo record italiano della competizione e cancellando un primato che sembrava intoccabile.
A cedere è stato infatti il record di Gabriella Dorio, stabilito il 5 luglio 1980. Quarantasei anni dopo, Coiro ha scritto il proprio nome accanto a quello di una leggenda dell’atletica italiana.
«Non sapevo quanto stavo correndo, sapevo solo che mi stavo sentendo bene», ha raccontato la 25enne romana.
Il risultato ha suscitato anche la reazione della stessa Dorio, che ha definito Coiro «l’ispirazione di una vita» e ha accolto il nuovo record con entusiasmo.
«I record sono fatti per essere battuti», ha commentato l’ex campionessa, sottolineando la forza mostrata dalla giovane azzurra in una gara così importante.
Quattro azzurri in finale nell’alto: c’è anche Tamberi
Il bilancio della giornata comprende anche un risultato mai ottenuto prima dall’Italia agli Europei: quattro azzurri qualificati per la finale del salto in alto.
Il campione in carica Gianmarco Tamberi ha superato 2,23 metri alla seconda prova, ottenendo il pass per la finale. Stessa misura per l’oro europeo Under 23 Matteo Sioli, mentre Edoardo Stronati e Christian Falocchi hanno raggiunto la qualificazione con 2,19.
Per Tamberi sarà la settima finale europea consecutiva, ma l’azzurro non è completamente soddisfatto della propria prestazione.
«Non sono assolutamente soddisfatto dei miei salti, terribili», ha ammesso Gimbo, spiegando di essere alla ricerca di quella fiducia che gli è mancata nelle ultime gare.
La finale, però, è conquistata. E l’Italia si presenta all’appuntamento con quattro atleti, pronta a giocarsi le proprie carte.
Una giornata dunque dai due volti: la gioia incontenibile di Battocletti, capace di tornare campionessa d’Europa e trascinare con sé sul podio anche Majori, e la preoccupazione per Jacobs, costretto a rinunciare alla battaglia per il titolo a causa del problema all’adduttore. In mezzo, il record di Coiro e il poker azzurro nell’alto.
A Birmingham, il tricolore continua comunque a correre, saltare e vincere. E per Nadia Battocletti, dopo le nubi degli ultimi mesi, è tornato il tempo di volare.

