Non ce l'ha fatta Igor ProttiNon ce l'ha fatta Igor Protti

L’ex attaccante di Bari, Livorno, Lazio e Napoli si è spento a 58 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro

Il calcio italiano piange Igor Protti, morto nella notte all’età di 58 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro. A dare la notizia è stata la famiglia attraverso i social, pubblicando il messaggio che l’ex attaccante aveva voluto lasciare ai suoi cari e ai tifosi prima della morte.

Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale“, scrive Protti nel suo ultimo saluto. “L’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”.

La famiglia ha inoltre comunicato che chi vorrà rendergli omaggio potrà farlo presso la stanza del commiato Frongillo, al cimitero di Cecina.

La battaglia contro il tumore

Da tempo Protti combatteva contro un tumore al colon, scoperto nel 2025 e successivamente esteso alle vertebre. Lo stesso ex calciatore aveva scelto di raccontare pubblicamente il percorso della malattia, affrontando con grande dignità le cure tra chemioterapia e radioterapia e ricevendo il sostegno di migliaia di tifosi e di tutto il mondo del calcio.

Poche settimane fa aveva stretto i denti ed aveva realizzato il sogno di accompagnare la figlia all’altare. Un’immagine che aveva immediatamente fatto il giro del web e lasciato il segno con l’ex attaccante che una volta di più aveva dato prova della sua straordinaria determinazione nell’affrontare un avversario improbo e subdolo.

Igor Protti accompagna la figlia all'altare
Igor Protti accompagna la figlia all’altare

Una carriera da record

Nato a Rimini il 24 settembre 1967, Igor Protti è stato uno degli attaccanti più prolifici del calcio italiano. Ha indossato le maglie di Livorno, Messina, Bari, Lazio, Napoli, Reggiana e Rimini, diventando una vera e propria bandiera soprattutto per Bari e Livorno.

La stagione che lo consegnò alla storia fu la 1995-1996, quando realizzò 24 gol con il Bari, conquistando il titolo di capocannoniere della Serie A insieme a Giuseppe Signori nonostante la retrocessione della squadra pugliese.

In carriera ha inoltre conquistato la Supercoppa Italiana con la Lazio nel 1998 ed è entrato nella storia insieme a Dario Hubner come uno dei soli due calciatori italiani capaci di vincere la classifica marcatori in Serie A, Serie B e Serie C1.

Il simbolo del Livorno

Se Bari gli regalò la consacrazione nazionale, fu Livorno a renderlo una leggenda. Tornato in amaranto nel 1999, guidò il club dalla Serie C fino alla promozione in Serie A, diventando il simbolo di un’intera città.

Negli anni successivi ha ricoperto anche incarichi dirigenziali nel Livorno, mentre nel 2026 la sua storia è stata raccontata nel documentario “Igor – L’eroe romantico del calcio”.

Lo scorso gennaio aveva ricevuto la Livornina d’Oro, la massima onorificenza cittadina, a testimonianza del profondo legame con Livorno e del valore umano che ha sempre rappresentato, dentro e fuori dal campo.

Il cordoglio del calcio italiano

La scomparsa di Igor Protti ha suscitato un’ondata di commozione in tutto il mondo del calcio. La SSC Napoli, attraverso il presidente Aurelio De Laurentiis, i dirigenti e la squadra, ha ricordato l’ex attaccante come “simbolo straordinario e indimenticabile bomber del calcio italiano”, sottolineando come abbia “lottato fino alla fine con il suo consueto spirito coriaceo, mostrando un meraviglioso attaccamento alla vita e alla sua famiglia”.

Anche la Lazio, club con cui conquistò la Supercoppa Italiana nel 1998, ha espresso il proprio cordoglio: “Autentico baluardo di tenacia e passione, ha fatto innamorare tifoserie intere ed è stato un esempio in campo e nella malattia. In questo momento di profondo dolore il club si stringe attorno alla famiglia”.

Un messaggio è arrivato anche dalla Juventus, che sui social ha scritto: “Ci uniamo al cordoglio per la prematura scomparsa di Igor Protti. Ci stringiamo con affetto e vicinanza alla sua famiglia e ai suoi cari”.

Profonda commozione anche nelle città che più hanno amato l’ex bomber. Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani lo ha ricordato come “un simbolo, un punto di riferimento, una persona capace di entrare nel cuore della gente con la sua umanità prima ancora che con i suoi gol”. Il sindaco di Livorno Luca Salvetti ha invece parlato di “un dolore immenso per l’intera città”, mentre il consigliere regionale Alessandro Franchi ha definito Protti “una bandiera che il tempo non potrà mai sbiadire, simbolo di umanità, generosità e impegno sociale”.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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