Il 20enne ha rischiato di annegare in una villa di Porto Cervo: l’ipotesi del malore, poi l’acqua nei polmoni e il trasferimento urgente a Sassari
È ancora ricoverato in Rianimazione all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari Yael Trepy, il 20enne attaccante francese del Cagliari rimasto vittima di un principio di annegamento in una piscina di una villa di Porto Cervo. Il giovane è mantenuto dai medici in coma farmacologico e le sue condizioni sono considerate molto gravi.
L’incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica, intorno alle 18, durante il fine settimana libero concesso dal Cagliari dopo la vittoria in Coppa Italia contro l’Arezzo. Trepy si trovava in piscina quando, secondo una prima ricostruzione, avrebbe avuto un malore o comunque si sarebbe trovato improvvisamente in difficoltà.
Cosa è successo nella piscina di Porto Cervo
Gli accertamenti della Polizia di Stato, intervenuta dopo l’incidente, sono ancora in corso. Una delle ipotesi è che il 20enne si sia sentito male mentre era in acqua e, non sapendo nuotare, sia finito nella parte più profonda della piscina.
Secondo quanto ricostruito, un improvviso cambio di profondità avrebbe contribuito a metterlo in difficoltà. Il giovane sarebbe rimasto sott’acqua, inalando una grande quantità di acqua.
È stato immediatamente tirato fuori dalla piscina e soccorso. L’intervento tempestivo dei sanitari è stato fondamentale: dopo le prime cure, il calciatore è stato trasferito in elicottero dalla Costa Smeralda all’ospedale di Sassari.
La dinamica deve comunque essere ancora chiarita nei dettagli. La Procura è stata informata dell’accaduto, ma al momento non risulta aperta un’inchiesta.
La Tac e il coma farmacologico: come sta Trepy
Le condizioni del calciatore hanno richiesto il ricovero in terapia intensiva. La Tac toracica ha evidenziato la presenza di una grande quantità di liquido nei polmoni, con conseguenti difficoltà negli scambi respiratori e nell’ossigenazione.
I medici hanno quindi deciso di mantenere Trepy in coma farmacologico, attraverso una sedazione profonda che consente di evitare sofferenze al giovane e di somministrare nel modo più efficace le terapie necessarie.
Il 20enne resta costantemente monitorato nel reparto di Rianimazione. Al momento non sono stati comunicati ulteriori aggiornamenti sulle sue condizioni.
Il Cagliari in contatto con la famiglia
La notizia ha immediatamente coinvolto il Cagliari, società nella quale Trepy è cresciuto dopo il percorso nelle giovanili.
Il club rossoblù ha comunicato di essere in costante contatto con la struttura sanitaria e con la famiglia del calciatore, seguendo con la massima attenzione l’evoluzione della situazione.
«In questo momento ogni pensiero del Cagliari Calcio è rivolto a Yael e ai suoi familiari», ha fatto sapere la società, invitando inoltre al massimo rispetto della privacy della famiglia e precisando che saranno comunicati eventuali aggiornamenti quando disponibili.
Dal gol in Serie A alla paura in Costa Smeralda
Classe 2006, Trepy era reduce da un momento importante della sua giovane carriera. Venerdì aveva giocato titolare contro l’Arezzo in Coppa Italia, nella partita vinta dal Cagliari.
A gennaio aveva invece trovato il suo primo gol in Serie A, contribuendo al pareggio per 2-2 del Cagliari contro la Cremonese.
Il giovane attaccante è legato al club sardo con un contratto fino al 2030 e avrebbe dovuto riaggregarsi alla squadra proprio oggi pomeriggio, alla ripresa degli allenamenti dopo il fine settimana di riposo.
Ora, però, tutto passa in secondo piano. L’attenzione è concentrata sull’ospedale Santissima Annunziata di Sassari e sulle condizioni di Yael Trepy, mentre gli accertamenti dovranno chiarire cosa sia accaduto in quei drammatici momenti nella piscina di Porto Cervo.

